
La Bilsa SA, la ditta del deputato leghista Attilio Bignasca, ha sollevato molti dubbi in merito all’appalto da 8,7 milioni di franchi che ha ricevuto per i lavori al nuovo Polo culturale di Lugano. Alcuni consiglieri comunali hanno infatti inoltrato un’interrogazione nella quale si chiede in che modo e a chi, avendo all’attivo solo 4 collaboratori, sono stati affidati i lavori. Inoltre, stando a quanto riporta il Caffè, anche la Comsa, la ditta spagnola che gestisce il polo culturale, avrebbe inoltrato tre lettere alla ditta di Bignasca in cui si diffida sulla correttezza dei lavori. In un comunicato diramato stamane Attilio Bignasca risponde a tono ai dubbi sollevati: “Preoccupato per l’ignoranza di alcuni consiglieri comunali di Lugano” il deputato leghista precisa che “come si può facilmente controllare visionando il cartellone esposto sulla cinta di cantiere, le opere di metal costruzione sono state appaltate al consorzio Bilsa SA- BTF SA. La Bilsa SA oltre al personale tecnico, amministrativo e agli apprendisti occupa stabilmente 15 metal-costruttori, cosa che l’interrogante sindacalista Lorenzo Jelmini avrebbe potuto facilmente controllare”. Bignasca sottolinea inoltre che gli unici subappalti per opere specialistiche “sono sempre stati subappaltati ad aziende ticinesi operanti da anni sulla piazza”. Poi arriva l’attacco diretto alla Comsa: “La municipale responsabile del cantiere Avv. Masoni Brenni non ha informato gli interroganti che la Comsa, corresponsabile dell’appalto generale, da oltre un mese è priva di amministratore? Gli interroganti non sono preoccupati del fatto che una società costituita appositamente il 21 dicembre 2010 abbia ottenuto nelle 24 ore successive un subappalto per il cantiere LAC di 17.5 milioni di Euro? E che questa società abbia perso nel frattempo l’unico cittadino svizzero che figurava nel CdA? Non si sono chiesti chi controllerà le referenze, le competenze e il rispetto dei contratti d’appalto, le prescrizioni e i contratti collettivi di lavoro?” Infine la denuncia: “Gli interroganti sono al corrente che questa società si appresta a fornire un rivestimento di facciata di 3 cm di spessore quando il capitolato d’appalto ne prevedeva uno di 4,5 cm?”
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