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“Atti di una gravità inaudita”, condannati a 15 e 13 anni
“Atti di una gravità inaudita”, condannati a 15 e 13 anni
“Atti di una gravità inaudita”, condannati a 15 e 13 anni
Redazione
7 anni fa
Tutti i fatti sono stati accertati dalla corte. Dal 2002 al 2015 i due bambini prima, e ragazzini poi, del Bellinzonese sono stati abusati

Tutti i fatti sono stati accertati dalla corte. Dal 2002 al 2015 i due bambini prima, e ragazzini poi, del Bellinzonese sono stati abusati. I genitori, ha deciso la corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, hanno commesso atti di una “gravità inaudita”. Il giudice le ha definite a più riprese “mostruosità” e “nefandezze”.

Per puro egoismo hanno trasformato per anni i figli in oggetti sessuali. Hanno approfittato di loro ben sapendo che non avrebbero parlato. “Li hanno convinti che quelle nefandezze fossero la normalità”, ha detto il giudice.

Per questo al padre, 50 anni, colpevole anche di violenza carnale nei confronti della figlia, è stato condannato a 15 anni. Il massimo della pena ammesso dalla legge. La madre, 43 anni, invece, a 13 anni. A lei è stato riconosciuto un embrione di pentimento.

A decidere il processo è stata la credibilità della figlia, sposata in tutto e per tutto dalla corte, che invece ha definito il padre “un bugiardo che ha cercato di salvarsi la faccia tacciando la figlia di mentire e di essere maliziosa”. Comportamento questo che ha convinto ancor più la corte della sua severità.

Filippo Suessli

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