
Il presidente UDC Albert Rösti mette in guardia da una possibile esplosione della rabbia popolare in Svizzera se non si affronterà seriamente il problema dell'immigrazione. "In Svizzera si rischiano tumulti popolari se il mondo politico nel lungo termine ignorerà votazioni democratiche e nel contempo gli immigrati ci porteranno via i nostri impieghi e rovineranno il sistema sociale", sostiene Rösti in dichiarazioni riportate dal SonntagsBlick.
Il consigliere nazionale bernese parla di una situazione "altamente pericolosa". L'Africa si sta muovendo verso l'Europa, è in corso una migrazione di popoli. A questa si aggiunge poi l'immigrazione dall'Ue, che toglie il posto di lavoro agli svizzeri ultra 50enni e fa esplodere i costi della socialità.
Con la sua iniziativa approvata il 9 febbraio 2014 l'UDC - afferma Rösti - voleva disinnescare questa bomba: la proposta avanzata venerdì da una commissione del Nazionale per applicare il mandato costituzionale è però insufficiente. "L'immigrazione rimarrà il nostro principale problema e difficilmente arretrerà".
In Ticino per sostenere "Prima i nostri"
Come anticipato da Cdt.ch, Rösti si è anche espresso a favore dell'iniziativa in votazione il prossimo 25 settembre "Prima i nostri" in una conferenza stampa a margine della festa organizzata dalla sezione cantonale UDC a Mendrisio. Rösti in italiano ha esortato "la popolazione ticinese a porre mano direttamente ai propri problemi e nel contempo a dare un chiaro segnale al Parlamento federale che l'iniziativa contro l'immigrazione di massa deve essere attuata".
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