
L'aggressione con un coltello compiuta da una donna a Bellinzona lo scorso gennaio non ha rivelato alcun elemento di natura terroristica. La donna, che possiede la doppia cittadinanza svizzera e turca, segue attualmente un trattamento psichiatrico in regime. Lo ha comunicato oggi il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) a Keystone-ATS, confermando un'informazione dei giornali dell'editore CH Media, secondo cui non si trattava quindi di un atto di natura terroristica o jihadista.
Il trattamento
Il trattamento della donna viene effettuato attualmente in una struttura residenziale di terapia e riabilitazione, ha aggiunto una portavoce del MPC. Poiché il procedimento penale è ancora in corso, al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni.
La vicenda
Alla fine di gennaio, la donna era entrata in un negozio di telefonia mobile a Bellinzona e aveva minacciato i dipendenti con un coltello. Secondo diversi media, la donna avrebbe gridato più volte «Allahu Akbar» («Allah è il più grande»). Secondo il rapporto medico, la donna non era in grado né di essere interrogata né di essere posta in detenzione, aveva spiegato il MPC a gennaio. Di conseguenza, era stata collocata d'ufficio in un istituto psichiatrico.

