
Nei giorni scorsi, verosimilmente, uno o più lupi hanno causato danni al patrimonio ovino in Val Leventina. Una situazione che preoccupa gli allevatori e gli abitanti della regione e tre granconsiglieri hanno quindi deciso di rivolgere un’interrogazione al Governo per fare chiarezza sulle misure effettivamente prese dagli allevatori a difesa delle greggi.
"Il primo attacco - ricordano Francesco Maggi (Verdi), Ivo Durisch (PS), Patrizia Ramsauer (Lega) - è avvenuto a una decina di chilometri da Rossura, ai danni di 3 agnelli. Gli animali non erano protetti. Il secondo attacco (Tengia, Rossura) ha interessato pecore protette da una recinzione elettrificata e il terzo attacco (Cavagnago) ai danni di animali chiusi in una stalla (a detta dell’allevatore). Nelle aree verdi le pecore non adeguatamente protette non rientrano nel conteggio delle vittime che fanno scattare l’autorizzazione all’abbattimento del lupo (15 predazioni sull’arco di 1 mese)."
A preoccupare i tre firmatari, il fatto che "malgrado l’allarme lanciato dopo l’accertamento della presenza di un lupo (fotografato pochi giorni prima a 11 km di distanza), la frequenza e il numero di pecore predate suscita non pochi interrogativi sulla reale efficacia delle misure messe in atto per scoraggiare gli attacchi del predatore."
"Siccome le misure adottate per proteggere le greggi sono un criterio importante nella decisione di abbattimento di un lupo e appellandosi alla legge sulla trasparenza dello Stato", i deputati chiedono al Consiglio di Stato:
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