
Il Rally del Ticino è finito da quasi un mese, ma continua ad alimentare polemiche. Tanto che l’Associazione traffico e ambiente ha deciso di lasciare la commissione Strade Sicure per essersi "permessa” di far passare la gara anche nel comune di Alto Malcantone, nonostante la contrarietà del Municipio. Il dito è puntato soprattutto contro il Dipartimento delle istituzioni, accusato di incoerenza. “Il Dipartimento delle istituzioni (DI) – unitamente alla Sezione della circolazione e alla Polizia cantonale – riveste un ruolo molto simile a quello di presidente e coordinatore della Commissione Strade Sicure, il cui obiettivo è migliorare la sicurezza sulle strade, ma se lo si vuole fare lo si deve fare fino in fondo”, commenta Caroline Camponovo, membro di ATA.
"Gare da impedire"
La critica in questo senso è ovviamente rivolta alle gare automobilistiche che – sempre secondo ATA – non andrebbero permesse, specie in quanto “incitano a una guida spericolata”. Ma non solo. “È qualcosa che va contro gli obiettivi della Commissione. Obiettivi che sono stati portati avanti con numerose campagne. Pensiamo quindi che sia ora di essere più coerenti e impedire gare di questo tipo, svolte su strade cantonali e comunali”. Secondo Camponovo, queste dovrebbero avere un circuito di gara, “in modo anche da far capire alle persone, soprattutto ai giovani, che in quel luogo preciso ci sono determinate regole, diverse da quelle della normale circolazione che devono seguire tutti gli utenti della strada”.
Un’incoerenza riscontrata da diverso tempo
Camponovo, al momento, siede proprio nella Commissione. “Già in passato erano state notate delle contraddizioni. Si sa, ad esempio, che la velocità a 30km/h è molto meno pericolosa a livello sia di incidenti che di sicurezza per tutti gli utenti". Però, "in Commissione siede anche l’Ufficio cantonale, che risponde spesso negativamente ogni qualvolta un Comune chiede l’introduzione di questo limite sulla strada cantonale. Quindi confermo: già in passato avevamo notato incoerenze. Ogni tanto bisogna prendere soluzioni che vanno oltre alla semplice raccomandazione di guidare piano. Bisogna creare delle premesse affinché sulle strade si vada davvero adagio”.
ATA ora meno influente?
Lasciando la Commissione, l’ATA non rischia però di avere meno influenza e meno potere decisionale? “Noi continueremo a portare avanti le nostre campagne di prevenzione, soprattutto per quanto riguarda la mobilità lenta, come la bicicletta e il poter andare a piedi". Inoltre, "ci sono anche altri enti che si impegnano a sensibilizzare i giovani nel renderli consapevoli del loro potere decisionale sulla strada, perché con un veicolo si può essere dei potenziali assassini”.
Parola al direttore del DI
Sulle dimissioni dell’ATA da Strade Sicure abbiamo chiesto un commento anche al direttore del DI Norman Gobbi, il quale ha innanzitutto spiegato che “sarà il Consiglio di Stato a rispondere a seguito della lettera ricevuta alla fine della scorsa settimana”. Da parte sua, il direttore del DI esprime “rammarico per la decisione dell'Associazione, anche perché la collaborazione è stata in questi anni positiva su diversi progetti di promozione della sicurezza stradale, scopo prioritario di Strade sicure. Una sensibilizzazione di valore - come evidenziato dalla stessa ATA - quella di Strade sicure, che al suo interno si avvale delle esperienze di diversi partner pubblici e privati, quale la Polizia cantonale, le polizie comunali, alcuni servizi del DECS e del DT, la SUVA, ProVelo Ticino, il TCS Sezione Ticino, l'ACS, l'Associazione Svizzera Maestri conducenti, Mobilità pedonale Svizzera, UPI e Nez Rouge". "Spiace che un singolo evento, sul quale l'attività della Commissione Strade sicure non ha peraltro alcuna competenza, abbia spinto ATA a questa decisione, anche se rispetto le motivazioni addotte, pur senza condividerle”.

