
“Perché i due figli della mia compagna non possono raggiungerla in Svizzera per le vacanze di Natale?” Alberto (nome di fantasia) non ci sta dopo la decisione della SEM di respingere la richiesta presentata dai due ragazzi - una 21enne e un 13enne residenti in Centro America - di un visto Schengen per effettuare un soggiorno di visita di un mese in Ticino.
I due giovani si erano inizialmente rivolti alla rappresentanza svizzera nel paese - che aveva emanato una decisione negativa - nel luglio 2018. Il 16 novembre avevano presentato un’opposizione alla segreteria di Stato della migrazione (SEM), che aveva però confermato i timori dei funzionari elvetici.
Tenuto conto della situazione personale della giovane (studentessa, nubile, mantenuta dai genitori e con legami familiari in patria non sufficienti a garantirle il ritorno) e della difficile condizione socioeconomica del suo Paese di origine, la SEM ha in sostanza concluso che la partenza dallo spazio Schengen alla fine del soggiorno non possa essere considerata “sufficientemente garantita”.
Stesso discorso per quanto riguarda il figlio minore: dall’insieme dell’incarto - si legge nella decisione, notificata alle parti il 7 dicembre scorso - risulta che la madre, che vive da diversi anni in Ticino integrandosi perfettamente e lavorando per un'importante azienda, avrebbe l’intenzione di chiedere il ricongiungimento famigliare a suo favore. Pertanto, in base a questo elemento e alla sua situazione personale (simile a quella della sorella), la SEM ha espresso perplessità anche sul suo effettivo rientro nel paese dopo le feste natalizie.
Entrambe le opposizioni sono state dunque respinte e le spese procedurali, per un totale di 400 franchi, sono state poste a carico dei due ragazzi. Per Alberto, “oltre al danno ora arriva anche la beffa”. "Ma è una situazione assurda - spiega alla redazione - il figlio minore è già venuto due volte in Svizzera senza alcun problema. Com'è possibile che stavolta venga negato il permesso? In base a quali criteri, dato che abbiamo fornito le garanzie necessarie a tutte le richieste fatte dall'amministrazione federale?".
L'uomo spiega anche che non c'è alcuna volontà di trattenere il ragazzo in Svizzera oltre i tempi previsti dal visto: "La mia compagna si era informata per la possibilità di ottenere il ricongiungimento familiare ma, una volta capito che non sarebbe stato possibile a causa di alcuni termini che sono decorsi, non ha insistito. Ha dimostrato di rispettare le leggi vigenti in questa e anche in altre occasioni, davvero la posizione della SEM è inspiegabile".
"Anche la tesi che la figlia vive in un paese più povero non ha senso: ha il domicilio americano, se avesse questa smania di scappare si sarebbe già trasferita negli States da tempo. In realtà vive ancora nel suo paese di origine perché vuole completare il percorso di studi universitari. Dobbiamo davvero smetterla di pensare che la Svizzera sia la nazione dove tutti vogliono andare solo perché è ricca. Incredibile ma vero, c'è anche chi fa altre scelte di vita. E, visto poi come agiscono certi funzionari, queste persone probabilmente non hanno tutti i torti a non avere interesse a rimanere qui...".
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