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"Assurdo che in certe liste ci sia una sola donna"
"Assurdo che in certe liste ci sia una sola donna"
"Assurdo che in certe liste ci sia una sola donna"
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA a Matteo Pronzini, in corsa per l'Esecutivo di Bellinzona sulla lista MPS-POP-Indipendenti

Terza puntata del nostro giro di interviste ai candidati per il Municipio di Bellinzona. Oggi tocca al deputato Matteo Pronzini, che correrà per un posto nell'Esecutivo cittadino nella lista MPS-POP-Indipendenti.

Signor Pronzini, qual è l’obiettivo e dove secondo lei può arrivare l’MPS?“Di fatto il nostro obiettivo è già stato raggiunto, ovvero fare in modo di smuovere la discussione sul pericolo che corrono l’Ospedale San Giovanni e le Officine di Bellinzona”.

Due temi passati un po’ inosservati nel recente dibattito politico. E che magari, con un municipale, potrebbero trovare maggior visibilità…“Come detto l’obiettivo principale è già stato raggiunto. Tutto quello che i cittadini decideranno di concederci in più in termini di fiducia sarà ben accetto e ci impegneremo a portare avanti la nostra battaglia su due temi che condizioneranno il futuro di Bellinzona. In questi anni c’è stata una convergenza abbastanza ampia in Municipio. Noi diciamo no agli inciuci, che fanno in modo di far passare inosservate certe tematiche”.

Iniziamo dalla sanità: che rischio corre l’ORBV?“Quello che vediamo è l’Ospedale San Giovanni perdere progressivamente di importanza. In futuro non riuscirà a corrispondere alle esigenze della popolazione. La privatizzazione, che passa dall’apertura di centri medici in città e addirittura di sale operatorie private non fa altro che indebolire l’ORBV, che rischia di diventare una via di mezzo tra una casa anziani e un ambulatorio. La città non è stata per nulla presente nel dibattito sulla pianificazione ospedaliera. È evidente che si sta preparando la strada al progetto dell’Ospedale cantonale unico. A Lugano si è troppo sbilanciati sul privato mentre a Bellinzona non resteranno che le specializzazioni pediatriche (ma mancano ostetricia e ginecologia). Un ospedale deve mantenere più specializzazioni. Quello dell’Ospedale pediatrico è solo un pretesto”

Ma in ballo c’è il progetto della nuova struttura ospedaliera ai Saleggi…“Questo progetto è fumo negli occhi dei bellinzonesi. Anche se reale vedrebbe la luce in 20-30 anni. È un cavallo di troia per permettere l’urbanizzazione selvaggia del polmone verde di Bellinzona”.

Lo è anche l’apertura alla delocalizzazione delle Officine in favore della quale si è recentemente espresso il sindaco Mario Branda?“La delocalizzazione è la morte delle officine stesse e sì, apre anche all’urbanizzazione di un terreno da 100'000 metri quadrati”.

Concretamente cosa si può fare per salvare le Officine?“Le FFS si sono impegnate con il Cantone, la città e con noi come organizzazione sindacale un impegno a mantenere il volume di lavoro e a portare nuovi progetti, ma ad oggi il volume di lavoro è stato ridotto del 25% e dei nuovi progetti ne abbiamo visto solo uno. La Città dovrà impegnarsi a far rispettare gli accordi presi. Discutere oggi di un trasferimento è cadere nella trappola delle FFS, una controparte molto furba. Cito Ken Loach: Per mangiare la zuppa del demonio serve un cucchiaio lungo.”

Ospedale e Officine sono due sfide per voi molto importanti. Ve ne sono altre che secondo lei la Città di Bellinzona dovrà affrontare?“Sì, ad esempio la scuola, che versa in una situazione drammatica. Ci sono ancora classi con 20-25 studenti ed è assolutamente necessario un potenziamento delle offerte scolastiche come le mense e i doposcuola. Oltre alla scuola è necessario un investimento per quel che riguarda gli anziani, traducibile in un potenziamento dell’aiuto a domicilio. E, nei casi in cui la presa a carico a domicilio risultasse difficoltosa o non attuabile, servono strutture adeguate. E Bellinzona in questo senso è in ritardo…”

Un altro tema che vi sta particolarmente a cuore è quello del dumping salariale e del peggioramento delle condizioni di lavoro Problemi che toccano anche Bellinzona?“Sì è una problematica estesa su tutto il territorio. Con la nostra iniziativa contavamo di aumentare il numero di ispettori sul territorio, ma è prevalso il controprogetto. La battaglia principale sarà quella per evitare il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti della città. E non dimentichiamo altri ambiti: servono strutture per verificare che non peggiorino le condizioni di lavoro anche nel settore privato. Ad essere interessate non sono solo aziende che vengono da fuori ma anche aziende del territorio. La Città dovrà farsi promotrice di iniziative per combattere il fenomeno”.

Che insegnamenti può trarre Bellinzona dall’aggregazione della Grande Lugano?“La vita e la presenza dei quartieri. Non vi è una partecipazione popolare ai temi importanti della Città. Bellinzona potrebbe introdurre il referendum facoltativo sulle scelte più importanti della Città. Sarà inoltre importante avere nei quartieri delle assemblee con un ruolo decisionale e risorse finanziarie adeguate”.

Molti dei temi da lei elencati hanno trovato relativamente poco spazio nel dibattito politico. Perché?“La maggior parte della campagna elettorale è stata solo aperitivi, in una sorta di show all’americana. Show. Non si è discusso delle tematiche politiche, sono mancati i contenuti. Ci si è basati sull’immagine”.

Povertà di argomenti… e di liste?“Noi nel nostro piccolo cerchiamo di mettere in evidenza la presenza femminile. Su 7 candidati abbiamo 5 donne, che rappresentano bene la società. A mezzo secolo dall’introduzione del suffragio femminile è ora e tempo che ci sia un entrata in scena delle donne. È assurdo e offensivo che in certe liste vi sia solo una presenza femminile che spesso è una semplice foglia di fico”.

Cosa può portare la vostra lista alla politica cittadina?“Noi difendiamo i temi di cui sopra. C’è necessità di dare spazio a persone che difendono la sanità e le scuole. La maggior parte tematiche discusse a livello cantonale sono partite da noi, come ad esempio le Officine, il dumping, la libertà di stampa e l’indebolimento dell’ORBV. Siamo una piccola forza politica ma in sintonia con la popolazione. Prendiamo sul serio i problemi della popolazione offrendo un'altra prospettiva che non è quella di dare la colpa a chi sta come noi o peggio come fa la destra. Il problema è come si ripartisce al ricchezza, non serva una guerra tra poveri ma una guerra dei poveri”.

Il fatto di correre come MPS non rischia di indebolire la sinistra bellinzonese?"No, non credo. Permetterà a quella sinistra determinata e coerente che punta a un cambiamento radicale della società di potersi esprimere elettoralmente".

Nico Nonella

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