
"Mi avevano promesso un super lavoro in Svizzera e io ci sono cascato."
Inizia così il racconto rilasciato al Blick da Gerardo Ruocco, uno degli operai edili ingaggiati dalla Astro Investment di Melide e mandati a lavorare su cantieri ginevrini per paghe davvero da fame. Tanto che il responsabile dell’Ufficio di controllo paritetico dei cantieri per il Canton Ginevra, François Vittori, parlò di "tratta di esseri umani" quando emerse il caso.
Oggi, a distanza di oltre un mese al reportage di Unia sulla vicenda (vedi articolo suggerito), il 36enne napoletano descrive l'incubo in cui è finito sul quotidiano zurighese, nell'ambito di una serie di reportage sul nuovo schiavismo in Svizzera.
Gerardo, padre di due bambini, afferma di aver lasciato Napoli dopo essersi sentito offrire un lavoro in Svizzera per 4'000 franchi al mese. Disoccupato, non ci ha pensato più di tanto e si è diretto verso Como, dove avrebbe dovuto firmare il contratto di lavoro. Giunto nella città di confine, si è recato presso gli uffici della Ceei Spa, dalla quale un certo Giancarlo lo ha accompagnato a Melide, presso la sede della Astro Investment, una società amministrata da Gianluigi Valsangiacomo.
A Melide il 36enne firma il contratto e viene inviato sul suo primo cantiere, in Rue de la Servette a Ginevra. "Lavoravo dieci ore al giorno, sei giorni alla settimana" racconta Gerardo, "con un salario effettivo di 330 franchi al mese".
"Giancarlo cercava sempre delle scuse, ci diceva che i soldi sarebbero arrivati presto" afferma ancora l'operaio, che quando ha provato a lamentarsi si è sentito rispondere: "Sei un pezzo di me***! Non sai con quali persone pericolose hai a che fare."
"Non ho paura della mafia" risponde lui.
L'incubo è finito a inizio agosto, quando gli ispettori cantonali sono intervenuti nel cantiere di Ginevra e, dopo aver chiarito la scandalosa situazione, lo hanno fatto chiudere.
Ma il procuratore generale ticinese John Noseda, interpellato dal Blick, sottolinea la difficoltà di portare i responsabili in giustizia. "Negli ultimi cinque anni abbiamo indagato su oltre 20 casi del genere. Solo tre o quattro sono finiti in tribunale. Ci sono state delle condanne per usura, coercizione, falsificazione di documenti e truffa". Ma il problema, spiega Noseda, è l'omertà. "Ho interrogato diversi operai. Ma avevano paura di testimoniare, temevano per il loro lavoro e per il benessere della loro famiglia."
L'amministratore della Astro Investment di Melide, Gianluigi Valsangiacomo, afferma dal canto suo di essere stato a sua volta ingannato. "Non ho mai visto un centesimo, il fondatore italiano dell'azienda è sparito" dichiara il ticinese.
Grazie all'intervento del sindacato Unia, Gerardo è comunque riuscito a ottenere i soldi che gli erano dovuti. Ma è stato licenziato ed ha dovuto fare ritorno in patria: non si sarà portato dietro un gran ricordo della Svizzera.
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