
Dopo aver presentato lo scorso settembre la "mappa del degrado", nel quale l'OCST denunciava tra gli altri lo strisciante raggiro del tempo parziale fittizio e il gioco subdolo di far apparire sulla carta tutto corretto a dispetto della realtà, il sindacato porta alla luce nuovi casi emblematici nel campo dell'edilizia.
Il primo riguarda un piccolo cantiere nel Bellinzonese, dove due muratori stanno costruendo una casa unifamigliare. Entrambi figurano come assunti a metà tempo ma lavorano regolarmente da mesi al 100%. Il loro guadagno corrisponde a 2'000 franchi mensili per tredici mensilità (un importo peraltro inferiore a quanto fissato dal contratto dell’edilizia anche nell’ipotesi di un’attività a tempo parziale). Perla nella perla, sottolinea ancora il sindacato, uno dei due operai ha recentemente ricevuto la disdetta del rapporto di lavoro con l’indicazione che la ditta è disposta ad esaminare altre forme di collaborazione, limando cioè ulteriormente il salario.
L'altro caso ha luogo nel Luganese, dove un piastrellista qualificato firma a mo' di ricevuta delle buste paga mensili esemplari (un salario di 5050 franchi mensili netti con tutte le trattenute applicate esatte), ma quando a fine mese riceve il proprio salario in contanti, tra le mani si ritrova 2'300 franchi, altre volte 2'500 franchi. Il copione si ripete: anche in questo caso, perla nella perla, dopo cinque mesi il lavoratore chiede al datore di lavoro di essere rimunerato correttamente non solo sulla carta, ma anche nei fatti. Conseguenza: viene licenziato.
Per l'OCST si tratta di "odiosi trucchi che sfruttano in modo ripugnante la situazione di bisogno dei lavoratori". Si tratta per lo più di lavoratori provenienti da oltre confine che, confrontati con una situazione occupazionale precaria in Italia, sono spesso indotti ad accettare qualsiasi condizione pur di lavorare.
Il sindacato ha già avviato una causa legale per il ricupero delle differenze salariali e segnalerà i casi alla Magistratura per una verifica dei reati penali.
Casi di questa natura, sottolinea ancora l'OCST, difficilmente emergono poiché i lavoratori coprono con il silenzio i soprusi con i quali sono confrontati per timore di perdere il proprio posto di lavoro. Il sindacato condanna severamente questo tipo sfruttamento, dicendosi intenzionato a sostenere la possibilità di radiare dall'albo cantonale delle imprese le ditte che incorrono in gravi abusi, escludendo parimenti la facoltà per i loro responsabili di essere alla guida di una ditta del ramo.
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