
Nell'ambito della procedura di consultazione sulla modifica della Legge sui trasporti pubblici, che contempla la nuova tassa di collegamento, le principali associazioni economiche ticinesi (Cc-Ti, AITI, DISTI e ASSEA) hanno indirizzato al Governo una presa di posizione congiunta per ribadire "l'assoluta contrarietà delle aziende ticinesi all'introduzione di un nuovo balzello che andrebbe a gravare ulteriormente sulle spalle delle aziende, dei lavoratori e dei consumatori ticinesi, senza assicurare alcuna riduzione del traffico".
Secondo i rappresentanti del mondo economico la nuova proposta risulta "notevolmente peggiorativa" rispetto a quella bocciata dal parlamento nel dicembre 2014, imponendo il prelievo di importi che potrebbero giungere fino a 1250 franchi all'anno per i lavoratori.
"Contrariamente al mandato ricevuto dal parlamento", scrivono le associazioni in una nota, "il governo non si è minimamente chinato sugli aspetti più controversi e, in particolare, non ha in alcun modo dimostrato la legalità e la proporzionalità della misura. È un fatto assolutamente sconcertante che, a tutt'oggi, permanga la più totale e assoluta incertezza sul numero di fondi e aziende toccate e che non sia stata fatta alcuna previsione sul gettito che il nuovo prelievo dovrebbe generare, né sugli effetti negativi per le aziende, che potrebbero peraltro portare a importanti riduzioni del gettito derivante dalle imposte ordinarie".
Secondo le associazioni economiche la nuova tassa di collegamento "mira ad istituire l'assurdo meccanismo per cui lo stato potrebbe incassare dei proventi dall'uso di suolo privato da parte di privati". Per l'economia tale misura non andrà a toccare soltanto i proprietari dei fondi sui quali sono presenti più di 50 posteggi, ma anche tutti i cittadini, sia sul posto di lavoro sia quando vanno a fare la spesa.
Inoltre, ribadiscono le associazioni, la misura è vessatoria e discriminatoria poiché, oltre a non diminuire il traffico, viene fatta pagare anche a chi non beneficia di alcun collegamento alla rete del trasporto pubblico. "Il principio della causalità, ancorato nella prima versione del 1994, è ancora completamente trascurato".
L'introduzione della nuova tassa comporterebbe infine la necessità di installare barriere di accesso su fondi che non sono predisposti per accogliere questo tipo di installazioni, con il rischio di generare forti ingorghi e colonne dovute all'aumento dei tempi di attesa per accedere ai posteggi. "Aspetti questi" aggiungono le associazioni, "che il Governo, preoccupato solo di batter cassa, "non ha minimanete considerato. Anche i costi si che si assumerà il Cantone con l'introduzione del balzello non sono stati valutati: l'importo netto a favore delle casse cantonali differirà infatti sostanzialmente dall'importo lordo incassato".
Le associzioni economiche ribadiscono dunque il loro chiaro no a una misura che "persegue obiettivi puramente fiscali e finanziari, senza considerare le difficoltà che aziende e cittadini stanno attraversando in questo momento".
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