
Si è tenuto questa mattina in Pretura penale a Bellinzona il processo a carico della madre di Arlind, il giovane kosovaro che per mesi ha fatto discutere il Ticino fino al suo ritorno in Patria, avvenuto a fine luglio.
La donna era accusata di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale, per aver accolto i suoi due figli (Arlind e la sorella) nella sua abitazione di Giubiasco.
L'accusa è stata rappresentata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, la difesa dall'avvocato Marco Garbani, mentre la Corte era presieduta dal giudice Flavio Biaggi.
Il processo si è tenuto in quanto la madre di Arlind si era opposta al decreto d'accusa emesso nei suoi confronti in ottobre dalla Procura, che la condannava a una pena pecuniaria (20 aliquote giornaliere da 60 franchi, sospese per due anni).
La difesa ha chiesto l'assoluzione: "Come avrebbe potuto lasciare fuori dalla porta di casa i propri figli?" ha tuonato l'avvocato Garbani. "La madre di Arlind va assolta."
E la Corte, dopo un breve dibattimento, ha seguito il parere della difesa, assolvendo la donna.
"Non si legge nel comportamento della madre nessuna volontà di nascondere" ha dichiarato il giudice. "Ha protetto i suoi figli in buona fede e questo è stato dimostrato dal fatto che si è mossa prima che scadesse il permesso di soggiorno."
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