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Ticino
Assistenza: "Servono soluzioni più coraggiose"
Assistenza: "Servono soluzioni più coraggiose"
Assistenza: "Servono soluzioni più coraggiose"
Redazione
10 anni fa
Il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi sui dati di oggi: "E c'è chi dice che non ci sono problemi di occupazione..."

I dati sull’assistenza hanno immediatamente scaldato gli animi nel Cantone. Dopo le durissime prese di posizione dei Verdi e del PS (vedi articoli suggeriti) ecco arrivare la replica dell’UDC.

Anche i democentristi non ci stanno e attaccano i dati presentati oggi dal Dipartimento della sanità e della socialità: “Questi dati dimostrano - a differenza di quanto continuano a sostenere Rocco Cattaneo, Christian Vitta e certi partiti - come la situazione in Ticino sia grave”, ci dice il presidente dell’UDC ticinese Piero Marchesi.

Le circa 800 persone in più rispetto al mese di giugno del 2015 che hanno beneficiato del sostegno sociale sono un “chiaro segnale che il problema c'è ed è dei ticinesi, che si vedono sostituire sistematicamente dai lavoratori frontalieri”.

“È la dimostrazione che il problema della disoccupazione non si può leggere solo con i dati SECO, che parlano di un tasso di disoccupazione pari al 3% mentre i dati ILO evidenziano come esso si attesti al 7%”, ha poi affermato.

Per Marchesi dati ILO non rappresentano la verità definitiva ma contribuiscono a tracciare una visione d’insieme che in Ticino manca: “Se si sommano le persone in assistenza al numero di disoccupati ILO e alle persone che non sono annunciate alla disoccupazione non è difficile stimare in 15'000 i ticinesi senza lavoro”

“I dati sulla disoccupazione vanno analizzati con più completezza, a differenza dei partiti storici che continuano a negare la reale gravità del problema - ha tuonato Marchesi - Un aumento di quasi 800 unità (+10%), e c’è ancora chi dice che l'economia tira e che non ci sono particolari problemi nell'occupazione dei residenti!”.

“Non va inoltre dimenticato che per molte persone è sempre più difficile uscire dall’assistenza – ha sottolineato - Finché non si reintrodurrà la preferenza indigena questi dati andranno sempre più a peggiorare”

Secondo Marchesi i dati dimostrano la presenza di un fenomeno di sostituzione sistematica della manodopera locale in favore dei frontalieri. “E chi non vede questi dati è in malafede. O si mette un paletto d’entrata oppure queste cifre aumenteranno”.

È quindi indispensabile introdurre delle misure più efficaci e coraggiose: “Dobbiamo essere più incisivi: basta con i compromessi fatti per accontentare l’Europa, serve più coraggio per trovare delle soluzioni che facciano l’interesse dei cittadini”.

Le votazioni cantonali sono alle porte e per il presidente democentrista è l’occasione per “dire chiaramente a Cattaneo, Vitta, il PLR, PPD e la sinistra che i ticinesi non sono fessi e per riconfermare quanto votato il 9 febbraio 2014”.

Il Consigliere nazionale Marco Chiesa si è espresso via social in maniera più concisa ma ugualmente lapidaria: “Ecco sconfessati quelli del sono tutte rose e fiori in Ticino!”

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