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Ticino
Assistenza, "ci vuole un Cantone al passo coi tempi"
Assistenza, "ci vuole un Cantone al passo coi tempi"
Assistenza, "ci vuole un Cantone al passo coi tempi"
Redazione
9 anni fa
Fonio, Jelmini e Battaglioni chiedono di rivedere la perequazione a favore dei Comuni che pagano di più

Il tema dell'assistenza pubblica è al centro di un'interrogazione inoltrata oggi al Consiglio di Stato dai deputati PPD Giorgio Fonio, Lorenzo Jelmini e Fabio Battaglioni, i quali chiedono di far fronte al continuo aumento di casi, che pesa non poco sulle finanze di certi Comuni, rivedendo la perequazione tra Cantone e enti locali.

"Il numero di persone in assistenza nel nostro cantone è purtroppo in costante aumento" esordiscono Fonio e cofirmatari. "Stando agli ultimi dati pubblicati dal DSS nel mese di agosto 2017 le persone in assistenza erano 8'077, vale a dire 168 in meno rispetto al mese di luglio, ma ben 348 in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. L'aumento su base annua è stato quindi del 4.5%. Per quanto riguarda le unità di riferimento (ovvero i nuclei familiari), nel mese di agosto 2017 erano 5'299, 107 in meno rispetto a luglio ma 142 in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. In questo caso l'aumento annuo è stato del 2,8%.

"Ad oggi il costo delle persone al beneficio dell’assistenza è a carico del Cantone per una quota del 75 % e a carico del Comune di residenza del beneficiario per il 25 %" proseguono i deputati PPD. "È indiscutibile che tra i compiti dello Stato vi sia quello di garantire alloggio e assistenza a tutte le persone che, in un periodo della loro vita, sono confrontati a difficoltà economiche. Per quanto concerne la questione dell’alloggio, occorre ricordare che sovente, le persone in assistenza che cercano una soluzione adeguata, sono spinte ad orientarsi maggiormente verso quelle realtà urbane dove è più facile reperire appartamenti con pigioni a costo moderato."

"In questo contesto, realtà cittadine come Chiasso, Lugano, Locarno, Biasca o Bellinzona si trovano ad affrontare un impegno finanziario maggiore" sottolineano Fonio e cofirmatari. "Per questo riteniamo necessario trovare soluzioni legislative che valorizzino la solidarietà tra i comuni ticinesi, anche e soprattutto nell’interesse di chi si trova in difficoltà."

"Il 21 settembre 2015" proseguono gli interroganti, "il Parlamento ha dato luce verde ad un credito quadro pari a 3,2 mio di franchi per il periodo 2015-2020 e dell’autorizzazione a effettuare una spesa per 6,4 mio di franchi per l’elaborazione del progetto denominato “Ticino 2020, per un Cantone al passo con i tempi” per attuare una “Riforma dei rapporti fra Cantone e comuni”. L’8 giugno 2016 la Piattaforma ha definito la struttura organizzativa della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020», che si è sviluppata grazie a un Comitato strategico, un Comitato guida e sette Gruppi di lavoro – tutti composti in modo paritetico da rappresentanti del Cantone e dei Comuni. Tra i temi trattati in questi mesi, oltre la previdenza sociale, gli anziani, le famiglie, la scuola e la mobilità, vi era pure la questione della perequazione relativa all’assistenza. La Piattaforma aveva annunciato la presentazione per la metà del 2017 di proposte di decreti legislativi e di messaggi governativi così da consentire, entro il 2018, la discussione parlamentare su un primo pacchetto di misure per riorganizzare i rapporti fra il Cantone e gli enti locali."

Visto quanto sopra, Fonio, Jelmini e Battaglioni chiedono al Consiglio di Stato:

-Avendo superato il termine previsto del 30 giugno, a che punto sono le proposte dei gruppi di lavoro?

-Quali sono i motivi che hanno ritardato la presentazione rispetto ai tempi fissati dalla Piattaforma?

-Può essere indicato la data di presentazione del rapporto?

-Si può conoscere l’orientamento che intende prendere il gruppo di lavoro sulla perequazione relativa all’assistenza”?

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