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Assicurazioni sociali: "Basta furbetti"
Assicurazioni sociali: "Basta furbetti"
Assicurazioni sociali: "Basta furbetti"
Redazione
8 anni fa
Il comitato a sostegno della modifica di legge sulla sorveglianza chiede "strumenti incisivi per combattere le frodi alle assicurazioni"

Combattere i cosiddetti 'furbetti' delle assicurazioni sociali con strumenti incisivi. E’ il concetto condiviso dall’alleanza interpartitica a sostegno della modifica di legge sulla sorveglianza in materia di assicurazioni sociali. Sull’oggetto, bloccato oggi da un referendum, si voterà il prossimo 25 novembre. L’idea, per capirci, è quella di ancorare alla legge una regolamentazione apposita che permetta ai grandi assicuratori svizzere (dall’invalidità agli infortuni, dalla disoccupazione, all’assicurazione malattie) possano indagare – anche tramite osservazioni segrete – e smascherare chi abusa.

Alex Farinelli, capogruppo PLR, cita un esempio che conoscono tutti, ovvero quando qualcuno posteggia nel posto degli handicappati non avendone diritto: "Infrange una regola che è anche di rispetto sociale, qualcosa di spregevole. Abusare delle assicurazioni sociali è qualcosa da combattere con tutti i mezzi perché mina le fondamenta della nostra società". 

Ogni anno in Svizzera sono circa tremila le situazioni sospette. 350 i casi osservati che nel 70-80% sfociano in provvedimenti quali lo stralcio o la revisione delle prestazioni. In questo modo in totale si parla di circa 80 milioni all’anno risparmiati.

"Non è rafforzare, ma è un consolidare" spiega il consigliere nazionale Marco Romano ai microfoni di TeleTicino. "Oggi queste assicurazioni lavorano senza la necessaria base legale e questi controlli non sarebbero più possibili senza questa nuova legge. Si tratta di consolidare una realtà, non di svilupparla di più, si tratta di elargire rendite a chi ne ha bisogno e stralciarle a chi ne sta abusando". 

Dal canto suo, il comitato referendario ritiene pero’ che gli articoli sulle osservazioni segrete siano eccessivi: le assicurazioni sociali riceverebbero carta bianca per sorveglianze arbitrarie, con il permesso di violare in modo grave la sfera privata degli assicurati. "Non è vero" risponde la Consigliera nazionale Roberta Pantani. "Non ci sarà la possibilità di controllare le nostre mail, telefonate, di fare foto dentro le nostre case o di fare delle inchieste mascherate. Secondo la nuova legge sarà invece possibile fare determinate foto negli spazi pubblici, quindi saranno delle prove che permetteranno alle assicurazioni che erogano queste prestazioni sociali di valutare se si tratta di un abuso o se effettivamente devono essere retribuite". 

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45

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