
Se siete assicurati all'IPCT, la cassa pensioni dei dipendenti dello Stato, nei prossimi giorni diffidate di e-mail, telefonate e messaggi strani. Il motivo? Un attacco informatico che ha colpito il fornitore del software usato dall'Istituto e che potrebbe aver esposto i dati di circa 1'800 persone.
A fine settembre gli hacker hanno preso di mira la PK Softech AG di Reinach (BL), che gestisce i programmi previdenziali anche per Publica, la cassa della Confederazione, per le casse di Berna, Zurigo, Migros e Posta. Il 14 ottobre la conferma: dai server sono stati rubati dati personali. Indagano il Ministero pubblico della Confederazione e la polizia federale; l'IPCT ha sporto denuncia contro ignoti.
Ora l'Istituto ha scritto a tutti i suoi assicurati, circa 27.000 tra attivi e pensionati. Prima di tutto la buona notizia: risparmi e pensioni «sono al sicuro».
Il punto critico riguarda due gruppi. Il primo: circa 1'700 persone uscite dall'IPCT nel 2024 e 2025 per dimissioni o decesso. Nei file c'erano nome, indirizzo, data di nascita, numero AVS, importo della prestazione d'uscita e IBAN della nuova cassa pensioni; per una cinquantina anche il conto personale. Il secondo: circa 80 beneficiari di una rendita d'invalidità, con dati come salario assicurato e grado d'invalidità.
Che i dati siano stati davvero sottratti non è certo, ma per l'IPCT è «verosimile». Gli interessati riceveranno una lettera specifica. Per gli altri non ci sono indizi concreti, anche se nulla può essere escluso.
Il consiglio: non aprire link o allegati sospetti e non dare mai password o dati personali a chi non si conosce con certezza. Domande? Lo 091 814 40 61 o [email protected].

