
Lo scorso 24 luglio OCST, Fud e VPOD hanno convocato un’assemblea straordinaria dei dipendenti. "L’assemblea - scrivono in un'interpellanza le due consigliere comunali Monica Soldini e Angelica Lepori Sergi - era stata convocata a seguito delle critiche pubbliche espresse dalla lista MPS-POP-Indipendenti di Bellinzona sulla liquidazione del fondo di pensionamento anticipato proposta dal Municipio nel quadro del cambiamento di cassa pensione". In quell'occasione, il Municipio aveva inviato due agenti per controllare i nominativi dei partecipanti. L'assemblea era infatti a porte chiuse. Ai sindacalisti Matteo Pronzini e Paolo Locatelli era stato negato l'accesso.
Una scena che ha indotto le due consigliere comunali a interpellare il Municipio su quanto accaduto.
"La lista MPS-POP e Indipendenti - scrivono le interroganti - aveva criticato pubblicamente modi e contenuti dalla proposta municipale, nonché l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali che avevano dato il proprio assenso alle proposte municipali senza una dettagliata informazione ai dipendenti. Prova ne sia che nella convocazione ai dipendenti si affermava: “molti di voi nelle ultime settimane hanno sollecitato il FUD e i Sindacati a far chiarezza sulla reale situazione del cambiamento di cassa pensione. In particolare a seguito della presa di posizione di MPS”, riconoscendo che fosse “utile permettere un ulteriore approfondimento”. Si arrivava fino a proporre “a coloro che nutrono ancora dei dubbi in merito alla votazione, consigliamo di attendere l’assemblea per esprimere il proprio voto”. E pensare che era tutto chiaro!".
"Naturalmente l’assemblea del 24 non era fatta per convincere, dati alla mano e alla luce della situazione previdenziale attuale e futura di tutti gli assicurati, quali sarebbero vantaggi e svantaggi (questo non esiste nemmeno oggi, mentre il CC si appresta a votare il messaggio!). L’obiettivo di questa assemblea era invece quello di “stringere i ranghi”, richiamando all’ordine chi esitava e cercando di convincere che “tutto è a posto” e che non vi sono alternative alle proposte municipali".
"È evidente - continuano Lepori e Soldini - che in questa prospettiva non era tollerabile per i sostenitori della riforma che i rappresentanti della lista MPS-POP-Indipendenti o altri rappresentanti del “fronte del NO” potessero partecipare a questa assemblea e potessero esprimere un punto di vista alternativo a quello del Municipio. In queste cose la democrazia fa male! Per questo all’assemblea il Municipio ha inviato due agenti in tenuta antisommossa al fine di impedire che potessero prendere la parola gli oppositori alla liquidazione del fondo di pensionamento anticipato. Tale situazione è stata anche riportata dal quotidiano La Regione nella sua edizione dello scorso 25 luglio 2017: “All’entrata del Mercato coperto venivano controllati i nominativi. Ai giornalisti è stato detto di restare alla larga, solo il fotografo ha potuto entrare, prima delle discussioni".
Matteo Pronzini e Paolo Locatelli sono due sindacalisti conosciuti. "Volevano partecipare a un’assemblea sindacale, forse perché erano rappresentanti di persone attive nel comune di Bellinzona e presenti all’assemblea. Come tali il loro diritto ad essere presenti a quell’assemblea doveva essere riconosciuto. Sentenze diverse (come quella recente che ha visto protagonista il nostro sindaco) hanno confermato il diritto dei lavoratori di farsi accompagnare da propri rappresentanti sui luoghi di lavoro in momenti informativi e di negoziazione".
Alla luce di queste considerazioni, Lepori e Soldini chiedono al Municipio:1. Il Municipio ha verificato che i due sindacalisti non fossero lì a rappresentare dei lavoratori così come, almeno uno di loro (Matteo Pronzini), ha comunicato alla polizia chiedendo quindi di essere ammesso all’assemblea?2. L’impiego di agenti è stato richiesto dagli organizzatori dell’assemblea?3. Se si con quali motivazioni? Il Municipio è in grado di fornire una copia di questa eventuale richiesta?4. Chi e in quali circostanze ha deciso l’invio degli agenti?5. Quali considerazioni hanno spinto a decidere l’invio degli agenti?
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