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La mozione
Assegni familiari ai frontalieri, Quadri: «INPS inadempiente mette il Ticino in difficoltà»
©Chiara Zocchetti
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Redazione
14 ore fa
Lorenzo Quadri ha presentato una mozione per sollecitare l’INPS lombardo a condividere correttamente i dati sulla piattaforma europea. «Valutare lo stop ai versamenti» in caso di inadempienze

Una mozione per chiedere al Consiglio federale di intervenire presso le autorità italiane sul tema degli assegni familiari ai frontalieri. È quella depositata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che sollecita un’azione dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) nei confronti dell’INPS lombardo. Nel testo si chiede infatti che l’UFAS «si attivi tempestivamente presso l’Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS), sezione Lombardia», affinché vengano caricati correttamente sulla piattaforma europea dedicata i dati relativi agli assegni familiari percepiti in Italia dai nuclei dei lavoratori frontalieri. L’obiettivo è evitare versamenti doppi o eccessivi da parte della Svizzera.

La mozione

La mozione prevede anche una misura più drastica qualora le criticità dovessero persistere: «In caso le inadempienze proseguissero, va valutato lo stop ai versamenti degli assegni familiari ai frontalieri fino a quando lo scambio delle informazioni non avverrà in modo corretto ed affidabile». Quadri ricorda che anche i frontalieri beneficiano degli assegni familiari nello stesso ammontare previsto per i lavoratori residenti in Svizzera. Tuttavia, quando il nucleo familiare dispone di un reddito anche nel Paese d’origine, si applica il principio della priorità dello Stato di residenza dei figli. In pratica, spetta all’Italia versare l’assegno di base, mentre la Svizzera è chiamata unicamente a colmare l’eventuale differenza. Per poter effettuare le deduzioni necessarie, l’Istituto delle assicurazioni sociali ticinese deve però conoscere l’esistenza e l’ammontare dell’assegno italiano. Dal ottobre 2021 è operativa la piattaforma europea RINA GUI, pensata proprio per consentire lo scambio di queste informazioni tra i Paesi partecipanti.

Sistema da rivedere

Secondo il consigliere nazionale, però, il sistema non funzionerebbe correttamente per quanto riguarda la Lombardia. «Risulta che la sezione lombarda dell’INPS sia negligente nell’adempimento di tale compito», sostiene Quadri, sottolineando come con altri Paesi lo scambio dei dati avvenga invece senza particolari problemi. La mancanza o l’inaffidabilità delle informazioni comporterebbe il rischio di cumulo degli assegni familiari e costringerebbe il Canton Ticino a ricorrere a verifiche alternative. Procedure che, evidenzia il deputato leghista, generano ulteriore burocrazia e costi per le finanze cantonali «già in difficoltà», senza offrire peraltro garanzie di sicurezza. Poiché la partecipazione alla piattaforma RINA GUI avviene a pagamento ed è gestita a livello federale, la mozione chiede quindi un intervento diretto di Berna affinché l’INPS lombardo adempia ai propri obblighi e lo scambio di informazioni diventi «corretto ed affidabile».