
Sono state assegnate in Ticino sei borse di creazione di 15'000 franchi l’una: tre nel settore delle arti visive e tre per la musica. Lo comunica il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). I bandi, pubblicati all’inizio di novembre e coordinati dall’Ufficio del sostegno alla cultura (USC) della Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU), hanno avuto un ottimo riscontro, con 30 candidature per la musica e 23 per le arti visive.
Borse di creazione per la musica
Chiara Dubey: musicista trasversale, cantante e autrice, l’artista
spazia tra i generi indie, pop, folk
ed electro, "muovendo da solide basi classiche". Il progetto “Inner
Garden” – che sarà il suo terzo album – intende rivolgere il proprio sguardo verso un ritorno a ritmi organici, a un ascolto profondo, con
una "convincente ricchezza e raffinatezza di mezzi".
Julie Meletta: “Rue des Martyrs”, il terzo album
della cantante di Bellinzona, che si esprime nella sua prima lingua madre, il
francese, propone un viaggio nella propria biografia familiare, da cui emergono
cinque personaggi femminili determinanti. Musicalmente la produzione intende
consolidarsi in quell’alveo pop che conferma l’artista tra le voci più
interessanti del panorama nazionale contemporaneo. Soulline: realtà tra le più longeve del metal
cantonale – venticinque anni di carriera, otto album realizzati, innumerevoli
concerti in patria e all’estero – con “Ombre del Sud” la band intende lavorare
a un concept album radicato nel territorio ticinese e nelle
sue narrazioni popolari. Il tutto declinato in uno stile melodic death
metal.
Borse di creazione per le arti visive
Davide Barbieri: usando materiali industriali, la produzione
artistica di questo scultore si lega ad archetipi floreali botanici ispirati al
territorio: semplici attrezzi da giardino mutano in oggetti che evocano ricordi
talvolta associati alla dimensione fanciullesca del gioco e del giocattolo, senza perdere l’autenticità e il legame con l’ambiente originale.
Noemi Pfister: avvalendosi di una pratica
pittorica coerente e matura, capace di intrecciare storia dell’arte e
immaginari contemporanei, la pittrice "offre una riflessione articolata sulle
trasformazioni sociali, sulle forme di comunità e sul rapporto che abbiamo con
le nuove abitudini del presente".
Abdelaziz Zerrou: con il suo progetto, questo
artista multidisciplinare dà vita a un’opera che – partendo da una
reinterpretazione del dipinto "Il canto dell’aurora di Luigi
Rossi" – mette in dialogo passato e presente, pittura e video, identità
nazionale e storie di migrazione.

