
Il Tribunale federale (TF) ha confermato la condanna a quattro anni di privazione di libertà da scontare in un istituto chiuso - pena massima prevista dal codice penale per un minorenne - inflitta al giovane argoviese che nell'agosto del 2009 uccise brutalmente un'apprendista vietnamita di 17 anni a Sessa (TI).
Il giovane, che aveva 16 anni al momento dei fatti, è stato riconosciuto colpevole di assassinio dal Tribunale dei minori di Baden nel marzo 2012. La pena era stata confermata dal Tribunale argoviese nell'ottobre dello scorso anno. L'imputato, oggi 21enne, aveva però ricorso al TF.
L'uccisione della 17enne di origine vietnamita, che risiedeva nel canton Svitto, era passata alla cronaca come il "giallo di Sessa". La ragazza, che aveva conosciuto il giovane argoviese in una chat su Internet, scomparve nell'agosto del 2009. Per quasi un anno gli appelli dei genitori e i vari avvisi di ricerca rimasero senza esito.
La svolta si ebbe nel giugno del 2010, quando un escursionista ritrovò in un bosco di Sessa - dove i genitori del ragazzo possedevano una casa di vacanza - resti umani in seguito identificati come appartenenti alla ragazza.
Il giovane fu arrestato il 23 giugno 2010. Un mese più tardi confessò agli inquirenti di aver ucciso la ragazza, colpendola con un pezzo di legno il giorno del loro primo incontro, avvenuto il 7 agosto 2009 a Sessa. Nel corso del dibattimento di prima istanza l'accusato ritrattò la confessione: la sentenza fu perciò emessa sulla base degli indizi raccolti.
La legge federale in materia prevede che "tutte le misure" cessino "con il compimento del 22esimo anno di età" dell'autore dei reati. Per questo motivo, se allora sarà ancora considerato pericoloso, il tribunale competente dovrà decidere se, fondandosi sul diritto civile, egli dovrà restare rinchiuso. Così aveva deciso nella primavera del 2012 il Tribunale dei minori.
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