
Rilanciare Lugano Airport contro la crisi finanziaria. Con questo tema si è riunita ieri sera l'Aspasi, l'Associazione passeggeri aerei della Svizzera italiana. Presenti tutti i responsabili, l'Ufficio federale dell'aviazione civile, la città di Lugano, il Cantone e la direzione dell'aeroporto. “Per noi è chiaro - ha dichiarato Filippo Lombardi, presidente dell’ASPASI - che si doveva lavorare prima per creare una base più solida per l’aeroporto affinché non fosse esposto ai venti, e che alla prima tempesta si trovasse in difficoltà. Quello che sta succedendo non è altro che la dimostrazione che la base finanziaria e l’autonomia gestionale di questo aeroporto non è ancora tale da permettergli, come ogni società che si rispett,i di avere delle riserve e dei mezzi per affrontare anche i tempi difficili”. Un incontro che avviene a una settimana esatta dalla richiesta di sostengo finanziario che Lugano Airport ha rivolto ai suoi azionisti, la città di Lugano e il Cantone. L'esecutivo luganese ha già licenziato un messaggio da 3 milioni di franchi su cui si pronuncerà a breve il consiglio comunale. Tra le misure anticrisi proposte dal CdA di Lugano Airport vi è anche quella di aumentare la tassa dei passeggeri e di chiudere lo scalo in alcune fasce orarie. Misure che se dovessero diventare effettive l’Aspasi accetterà ad una condizione: “L’Aspasi - termina Lombardi - aveva già detto a suo tempo che non era contraria per principio ad un aumento delle tasse d’imbarco per i passeggeri, a condizione che fossero accompagnati da migliori servizi”. Foto CdT Fotogonnella
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

