Cerca e trova immobili
salute
Aspartame, “per essere dannoso dobbiamo bere fino a 14 lattine al giorno”
Redazione
3 anni fa
Con Andrea De Gottardi, primario di gastroenterologia ed epatologia dell'Ente ospedaliero cantonale, analizziamo la decisione dell’OMS di classificare il dolcificante come “possibilmente cancerogeno per l’uomo”.

L'aspartame, un dolcificante artificiale usato comunemente nelle bevande analcoliche, è stato classificato recentemente dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come "possibilmente cancerogeno per l'uomo". L’organizzazione non ha tuttavia modificato il livello di assunzione giornaliero giudicato accettabile. "Non stiamo consigliando alle aziende di ritirare i prodotti, né stiamo consigliando ai consumatori di smettere del tutto di consumarli. Stiamo solo consigliando un po' di moderazione", ha sottolineato il direttore della nutrizione e della sicurezza alimentare dell'OMS Francesco Branca, durante una conferenza stampa in cui sono stati presentati i risultati di due revisioni delle prove disponibili sull'aspartame. Per approfondire l'argomento abbiamo interpellato Andrea De Gottardi, primario di gastroenterologia ed epatologia dell'Ente ospedaliero cantonale.

Non è la prima volta che se ne parla. Perché l'aspartame è ancora sul banco degli imputati?

“Non è sul banco degli imputati, ma è oggetto di valutazione regolare. Oggi se ne parla perché c'è stata una conferenza di esperti durante il mese di giugno, in cui hanno presentato i loro ultimi risultati. Risultati che mettono in evidenza come quantità molto importanti di aspartame, che noi possiamo consumare nei cibi e bevande che prendiamo, possono contribuire allo sviluppo di tumori. Bisogna tuttavia stare attenti e moderare il messaggio che viene trasmesso. Le raccomandazioni dell'ente stesso sono, al momento, di non cambiare le abitudini. Anche alle ditte che producono queste bevande viene consigliato di non cambiare. Questo perché le quantità di aspartame che bisogna assumere affinché il rischio di tumore aumenti in maniera significativa sono molto alte".

Nell'ordine di grandezza quanto bisogna assumerne per avere degli effetti negativi?

“Ci sono due aspetti molto importanti. Il primo è la quantità. Se pensiamo alle bevande dolcificate “diet” che consumiamo tutti, la quantità richiesta per essere dannosa varia da 9 a 14 lattine al giorno. Sono quantità assolutamente al di sopra delle nostre abitudini. Il secondo punto riguarda la durata del consumo. I dati che si riferiscono alla possibile causalità fra consumo di aspartame e tumore si riferiscono a un consumo superiore ai 10 anni. Il rischio effettivo di un consumo legato ad una lattina di una bevanda gassata dolcificata con aspartame non corrisponde quindi ad un aumento significativo del rischio di tumore”.

In caso di consumo eccessivo, qual è l'organo del nostro corpo che subisce di più gli effetti dell'aspartame?

“L'organo a cui si riferisce anche la pubblicazione è il fegato. È il primo organo al quale arrivano tutte le componenti della nostra alimentazione. Vengono assorbiti nell'intestino e poi arrivano nel fegato per essere digeriti ed elaborati ulteriormente. Se c'è una tossicità di questi prodotti, questa si manifesta inizialmente nel fegato. L'effetto dell'aspartame su un fegato sano rispettivamente dei suoi metaboliti è minimo. Ci sono però dei gruppi di persone che potrebbero fare più attenzione, ossia principalmente pazienti che soffrono di diabete, che sono in sovrappeso o che hanno un fegato grasso. In questa situazione il fegato può essere più sensibile a quantità minori di aspartame. In questi casi vale la pena moderare, senza eliminare, le bevande "diet" che consumiamo ogni giorno”.