
Ad aprirci le porte dell’Asilo Nido Mondo-Magico è Annalisa De Rosa, responsabile pedagogica del progetto. Facciamo il nostro ingresso nella stanza dell’accoglienza dove tra poco meno di una settimana un team di 4 educatori ed educatrici riceveranno una quindicina di bambini. Proseguiamo nella visita e ci imbattiamo in una moderna cucina e nel bagno per i più piccoli.
La stanza Girasole
Arriviamo dunque nella prima stanza dedicata che De Rosa ci racconta così: «Questa è la stanza dei grandi o dei medio-grandi. È la stanza dei girasoli, dove vengono accolti contemporaneamente otto dei diciassette bambini che il nostro nido può ospitare. Abbiamo uno spazio dove si può mangiare o fare delle attività. Il bambino può giocare spontaneamente. Abbiamo poi un angolo per il movimento e per il gioco simbolico che è stato costruito con le mani preziose del nostro falegname».
La stanza Glicine
Nella seconda stanza, separata da un piccolo spazio relax, c’è la stanza del glicine per i bambini piccoli. «Possiamo accogliere cinque bambini contemporaneamente», ci dice la responsabile. «Vi è sempre uno spazio per lavaggio delle mani, dei denti, giochi con l'acqua, spazi per i travasi, routine del pranzo e dello spuntino. Poi c’è l'angolo della lettura, ovviamente costruzioni e gioco libero e spontaneo».
La stanza per i più piccoli
Lasciamo la stanza glicine e arriviamo nell'ultima, quella per i piccolissimi: «Sì, a ritroso è l'ultima, però in realtà sarebbe la prima perché questa è la stanza dei bebè che accoglie quattro bambini contemporaneamente tra tre e dodici mesi», afferma. «È una stanza con un ritmo un po' più lento -prosegue- dove, vengono privilegiate le routine dei bambini di sonno e cibo».
La differenza di genere
Sedendoci nell’Asilo Nido, De Rosa ci racconta l’approccio inclusivo che intendo prendere con le famiglie. Un approccio che si amplia poi alle differenze di genere dei più piccoli e piccole: «Vogliamo essere aperti da questo punto di vista nel ritenere che eventuali pregiudizi o stereotipi di genere nascono da un pensiero della comunità e da un pensiero della socializzazione. Questo pensiero può essere affrontato e accolto nei giusti termini, anche nel modo di parlare ai bambini e alle bambine fino alla tenera età».
In cantiere, un progetto quasi ultimato. Un libro che unisce la primissima età e la terza o quarta: «Nasce dal desiderio di raccontare il vissuto degli anziani che da Mezzovico sono stati trasferiti a Castagnola e che ritorneranno a ottobre con l'avvio della casa anziani esattamente qua, dove già erano, e l'incontro con i bambini».
L'arrivo della Casa Anziani
Anziani che da Castagnola faranno ritorno a Mezzovico in una struttura completamente rinnovata. 94 posti letto, un centro diurno terapeutico, un reparto per disturbi cognitivi, ma non solo. «Un polo socio-sanitario dove l'utenza esterna possa, eh, entrare in casa anziani», ci racconta il direttore degli Istituti case anziani del Vedeggio Stevens Crameri. «Nel complesso ci saranno servizi come lo studio medico, lo studio di podologia, l'igienista dentale, il servizio postale che si sposterà da Mezzovico alla casa anziani e questo già a partire da metà di ottobre del 2026». Inclusione e Intergenerazionalità sono le due I al centro del progetto. Ne è testimonianza il balcone che si affaccia sulla Casa anziani, ovvero lo spazio esterno dell’Asilo Nido del tutto sicuro: «C'è una terrazza studiata appositamente, con l'Ufac, in modo che i bambini piccoli possano giocare in modo estremamente sicuro sia all'esterno che all'interno della struttura», rassicura Crameri. Si tratta nel complesso di una struttura costata 21 milioni finanziata da Cantone e Comuni. E del tutto sostenibile. Un progetto che unisce le due estremità della vita di un essere umano, entrambe sotto lo stesso tetto.

