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Ticino
Asilo nido del Luganese, arrestate due educatrici
Redazione
6 anni fa
Secondo il Caffé si tratterebbe di una scuola dell’infanzia di Taverne

Ha del clamoroso la notizia pubblicata dal Caffé sul proprio sito riguardante l’arresto di due educatrici all’asilo nido di Taverne. L’accusa è di aver utilizzato modi piuttosto bruschi, qualcosa che sfiora i maltrattamenti. Intanto, le indagini vanno avanti, per verificare ulteriori gravi sospetti.

Le due educatrici, di cui una era la responsabile della struttura (che tra l’altro è rimasta aperta) sono state sostituite da altre tre. L’asilo sarà diretto da una delle tre nuove educatrici assunte.

Da parte loro, il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno diramato un comunicato nel quale sottolineano che “a seguito di una segnalazione per possibili maltrattamenti all'interno di un asilo nido del Luganese - si è reso necessario intervenire con una serie di verifiche e interrogatori”.

Gli accertamenti - prosegue la nota - sono finalizzati a comprendere se sussistano i presupposti di reati di natura penale. Si ipotizzano in particolare gli addebiti di coazione, lesioni semplici, vie di fatto e violazione del dovere di assistenza o educazione. Bene precisare come si parli al momento di possibili strattonamenti, di modi bruschi e utilizzo di linguaggi inappropriati nei confronti dei minori”.

“Al vaglio” - sottolinea il comunicato del Ministero pubblico - “vi è la posizione di 2 educatrici, una 41enne cittadina portoghese e una 24enne cittadina svizzera, entrambe domiciliate nel Luganese. Al termine dei verbali di interrogatorio è stato disposto l'arresto delle due educatrici e la misura restrittiva della libertà è nel frattempo già stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). Non vi sono per contro evidenze di reato a carico di altre educatrici della struttura d'accoglienza”.

“La polizia” - prosegue la nota “prenderà direttamente contatto con i genitori dei minori potenzialmente coinvolti”. Il Ministero pubblico conclude precidando che “l'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Pamela Pedretti. Data la particolare natura delle indagini e a tutela dei minori coinvolti, non verranno rilasciate ulteriori informazioni”.

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