
Ci sono asilanti che scappano da Losone o che rifiutano il cibo loro offerto? È quanto chiedeva, tramite un'interrogazione inoltrata nell'ottobre scorso al Consiglio di Stato, il leghista Ivano Lurati.
Il deputato, nel suo atto parlamentare, denunciava il caso di due asilanti ospiti del centro di Losone svaniti nel nulla durante un congedo, oltre a una contestazione da parte di alcuni richiedenti l'asilo in merito al cibo, non di loro gradimento.
Il Governo ha ora risposto all'interrogazione di Lurati.
Sul caso degli asilanti fuggiti dal centro di Losone, il Consiglio di Stato spiega che "gli alloggi della Confederazione destinati ai richiedenti l'asilo non sono strutture chiuse bensì luoghi dai quali queste persone, nel rispetto del regolamento interno, possono uscire rispettando determinati orari. E’ possibile che talune persone decidano di non rientrare in un Centro: in tal caso i nominativi sono segnalati alle autorità locali di polizia mentre le domande d’asilo inoltrate sono, di regola, stralciate dai ruoli."
Il Governo puntualizza di non disporre di dati statistici sulle fughe di asilanti, dato che che si tratta di centri della Confederazione.
Sulle lamentele in relazione al cibo, il Consiglio di Stato scrive che sì, "corrisponde al vero che un gruppo ristretto di persone, nei primi giorni di esercizio dell'alloggio, ha effettivamente rifiutato il cibo, in quanto non era d'accordo con determinate regole interne."
Ma, "tramite il dialogo e fornendo le spiegazioni necessarie, l'episodio è stato chiuso rapidamente."
Infine il Governo spiega a Lurati che i pasti giungono da un fornitore esterno e che "sono confezionati conformemente alla tecnica e alla scienza alimentare attuale".
Il costo indicativo dei pasti è tra 18 e 23 franchi per persona al giorno, conclude il Governo, tutto a carico della Confederazione.
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