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Ticino
Asilanti, qualcosa è cambiato?
Redazione
11 anni fa
Airolo, Bedretto e Monteggio vennero identificati come possibili alloggi ma finì tutto in un nulla di fatto. Di fronte all'emergenza, la parola ai sindaci

La frontiera Sud continua ad essere sollecitata dai tentativi di entrata in Svizzera di migranti provenienti dall’Italia. Il Centro di Registrazione e Procedura lavora a pieno regime ma a mancare sono gli spazi che si cercano in tutti i comuni del cantone. Negli scorsi giorni Chiasso e Stabio hanno aperto i propri rifugi, ma la domanda continua ad essere pressante.

Nel gennaio 2013 era ventilata l’ipotesi di alloggiare migranti nelle strutture dei comuni di Airolo, Bedretto e Monteggio, ma in parte per la reticenza della popolazione e in parte per effettivi problemi di natura strutturale e logistica, alla fine le autorità federali avevano rinunciato a questa opzione.Oggi, a più di due anni da quegli eventi e di fronte ad una crisi che sta scuotendo l’Unione europea abbiamo chiesto ai sindaci dei tre comuni se qualcosa per loro è cambiato e se di fronte all’emergenza ospiterebbero richiedenti l’asilo.

“Per Bedretto sarebbe un problema – ci spiega il sindaco Diego Orelli – 120-150 asilanti corrisponderebbero a più degli abitanti del nostro comune. È impensabile alloggiarli da noi, perché dovrebbero stare in qualche caserma sotterranea. Mandarli a Bedretto vorrebbe dire confrontarli con una situazione difficile. Da noi la neve comincia a vedersi in ottobre e l’inverno è lungo. L’hanno capito anche i responsabili del Dipartimento federale della migrazione. Una caserma sotterranea non è una soluzione. In caso di emergenze siamo troppo lontani. L’ambulanza parte da Biasca, la polizia da Faido.”

Escluso Bedretto, ci rivolgiamo a Monteggio, comune del sindaco Piero Marchesi. “Nel nostro comune non ci sono le strutture. Il centro Bosco della Bella che nel 2013 era stato identificato come possibile centro asilanti è stato venduto. Inoltre, questo problema è un problema che deve gestire l’UE, senza lasciare tutto il lavoro sulle spalle dell’Italia. Quanto sta succedendo non fa che dimostrare come gli accordi di Schengen e Dublino sono un disastro. Gobbi però si sta muovendo bene, è importante evitare un’invasione incontrollata.”

Anche qui, insomma, le cose non sono cambiate. Resta Airolo, ma al momento il sindaco non risulta reperibile. Le premesse fanno pensare che nemmeno nel comune leventinese ci possa essere posto per accogliere gli asilanti. L'emergenza però c'è e presto bisognerà trovare degli spazi, in Ticino e altrove.

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