
Non vi sarebbero stati arresti, al contrario di quanto affermato dal Mattino della Domenica, tra i richiedenti l'asilo impiegati dalla città di Bellinzona. Lo riferisce il Corriere del Ticino, citando la conferma della Polizia e del Dipartimento della sanità e della socialità, che gestisce i piani occupazionali in collaborazione con il Soccorso operaio svizzero.
In questi ultimi tempi vi sono però stati alcuni grattacapi, che stridono con la perfetta riuscita dei primi mesi del piano occupazionale, che inizialmente coinvolgeva unicamente tre cittadini siriani.
La scorsa settimana il Servizio antidroga della Polizia cantonale ha controllato due degli stranieri attualmente attivi nelle squadre di manutenzione del verde pubblico, trovando su uno di loro della canapa, che comunque, secondo le verifiche, era detenuta solo per consumo personale e non per spaccio. L'uomo, un afgano, è stato poi trasferito a Locarno.
L'altro asilante controllato, un sudanese, è risultato pulito. Ma nei giorni seguenti il controllo non si è più presentato al lavoro e nemmeno all'albergo dove alloggiava. Di lui non si hanno più notizie.Il programma è quindi ripreso con la sostituzione dell'afgano e del sudanese da parte di altri due richiedenti l'asilo. Ma questo, come detto, non a causa di presunti arresti.
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