
Ieri sera il dibattito si è infiammato al centro La Torre a Losone. Un primo confronto pubblico sulla possibile riapertura del centro asilanti all’ex caserma, su cui la popolazione si esprimerà il prossimo 10 giugno. Da un lato Municipio e autorità cantonali hanno fatto leva sulle ragioni umanitarie, appoggiate anche da molti cittadini in sala. Dall’altro, i promotori del no al progetto hanno messo in discussione l’ordine pubblico.
"I richiedenti non devono venire per un motivo principale che è la sicurezza, sentito da tutti" ha sottolineato il consigliere comunale leghista Orlando Guidetti.
A contrattaccare il sindaco Corrado Bianda (PPD): "Dal punto di vista oggettivo non ci sono dati che provano che un centro asilanti aumenti i reati sul territorio. Molti cittadini si sono ricreduti".
Insomma tanti botta e risposta anche per chiarire che il centro resterebbe attivo per 3-4 anni al massimo, fino all’apertura di quello di Novazzano. Questo frutterebbe al comune 600mila franchi all’anno. "Non è il motivo principale" ha sottolineato tuttavia Bianda. "Il tema migratorio esiste e dobbiamo affrontarlo, volenti o nolenti.
Ma per Guidetti è "troppo facile parlare di umanità", quando basta guardare il comune di Losone. "Il Municipio dovrebbe creare dei progetti. Anche i posti di lavoro che promette sono a tempo determinato".
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