
Dopo Scudellate e Astano, anche a Balerna sfuma tutto. Contrariamente a quanto emerso pochi giorni fa, l'Hotel Zen non avrebbe mai ufficializzato di essere intenzionato a ospitare asilanti politici. Bimor Swiss SA, società che gestisce la struttura alberghiera, da noi contattata, ha precisato i contorni della vicenda, sviluppatasi verosimilmente attorno a un malinteso.
I vertici dell'hotel, fresco di rinnovo, nei mesi scorsi erano intenzionati ad avere informazioni in merito alla possibilità di ospitare rifugiati. Dapprima è quindi stato contattato il Cantone e poi il Municipio di Balerna, come suggerito dallo stesso Cantone "per ragioni di quieto vivere e rispetto dell'autorità diretta", nonostante la decisione spettasse solo al primo.
Le discussioni, avviate nel mese di novembre 2015, erano a puro scopo informativo, in attesa della decisione Municipale. Nel frattempo l'Hotel Zen ha indagato direttamente sul mercato per capirne di più, sulla base dell'esperienza già vissuta da altri alberghi che hanno deciso di convertire provvisoriamente le proprie strutture a scopi umanitari. Fatte le sue valutazioni, la gestione ha infine deciso di orientarsi al turismo classico, sin dalla sua inaugurazione ufficiale.
La decisione è stata comunicata agli inizi di gennaio proprio a Bellinzona stessa: "Al momento la proprietà non ha ancora preso una decisione definitiva in merito - recitava il testo della e-mail inviata al Cantone - ma si sta orientando verso il turismo "classico". Ci riserviamo l'opzione di riprendere contatto in futuro per eventuali sviluppi."
Nell'ex Albergo Vienna dunque non arriverà alcun asilante: "Il forte desiderio di dare alloggio a persone bisognose in fuga dagli orrori della guerra - afferma Luciano Volgo di Bimor Swiss - è stato frenato dal timore che il forte investimento della proprietà nel rimettere a nuovo la struttura divenisse vano."
OC
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