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Ticino
Asilante a processo per pedofilia: traduzione da rifare
Asilante a processo per pedofilia: traduzione da rifare
Asilante a processo per pedofilia: traduzione da rifare
Redazione
8 anni fa
Il processo a carico di un tunisino accusato di atti sessuali ai danni di due bambine a Biasca è stato sospeso

Colpo di scena ieri in aula penale a Lugano. Come riporta il Corriere del Ticino, la giudice Rosa Item, presidente della Corte delle Assise criminali di Riviera, si è vista costretta a sospendere il processo a carico di un tunisino di 24 anni accusato di atti sessuali commessi lo scorso febbraio ai danni di due bambine di otto e sei anni ospiti, come lui, del centro per richiedenti l’asilo di Biasca.

Lo ha fatto, dopo una breve camera di consiglio, accogliendo la richiesta formulata dall’accusa all’inizio del dibattimento di allestire una perizia sulla correttezza della trascrizione di quanto dichiarato dalla più piccola delle due bimbe durante l’audizione filmata alla quale è stata sottoposta. Secondo l’avvocatessa Lucrezia Serafino, patrocinatrice del giovane tunisino, l’interprete che ha tradotto dal dialetto curdo le parole della bambina che avrebbe subito gli abusi più pesanti del 24.enne - oltre ai baci sulla bocca, ai toccamenti nelle parti intime sarebbe stata costretta a praticargli un rapporto orale - sarebbe infatti incorso in due gravi errori senza i quali il castello accusatorio crollerebbe.

Due errori che la difesa ha detto di aver scoperto solo alcuni giorni fa quando ha deciso di far tradurre ad un altro interprete, che abitualmente collabora con la polizia giudiziaria, l’audizione della bimba. E proprio su due passaggi chiave che inchioderebbero il richiedente l’asilo, la traduzione del secondo interprete è assai diversa da quella del suo collega: in pratica ridimensionerebbe in modo determinante le responsabilità dell’imputato.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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