
«È un'emozione immensa». Asia Argento ha commentato così ai microfoni di Ticinonews il Life Achievement Award ricevuto ieri sera al Locarno Film Festival, sul palco di Piazza Grande. «Il primo pensiero - ha detto - è stato che non me lo merito, hanno sbagliato: c'è sempre stata questa sindrome dell'impostore strisciante dentro di me». Ma, continua l'attrice e regista, «c'è anche una grande accettazione e una grande gratitudine per fare questo mestiere. Mi rendo conto che faccio questo lavoro da 41 anni e che è proprio questo che viene riconosciuto».
«Questo è quello che voglio fare»
Asia Argento ha iniziato a fare cinema da giovanissima, ma quando ha deciso che la settima arte sarebbe stata la sua vita? «L'ho detto al primo ciak della mia vita, avevo 9 anni ed era una serie tv di Sergio Citti. Mentre recitavo è sceso il silenzio e ho detto che volevo questa sensazione per tutta la vita: si tratta di un silenzio strano, che è anche un rumore fortissimo».
«Non conoscevo una vita diversa»
Asia Argento porta con sé un'eredità importante, quella del padre. Dario Argento è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Come ha convissuto con tutto questo? «Non conoscevo una vita diversa da questa, non potevo desiderarne un'altra o sceglierla: è la vita che mi sono ritrovata e avevo la stessa ossessione che aveva mio padre. Siamo molto simili, quindi non ho potuto fare altro che questo mestiere. Non l'ho neanche scelto, era proprio il mio destino».

