
Ieri doveva essere il grande momento per Ascona. Ma così non è stato, anzi. O perlomeno non per tutti. Le migliaia di persone che hanno assistito alla partenza del Tour de Suisse sul lungolago sono rimaste con l’amaro in bocca. Sì, perché la partenza è stata spostata alla rotonda in fondo al lungolago. E nessuno era stato avvisato. Il motivo? Se lo chiede pure il Municipio di Ascona, che in una lettera firmata dal sindaco Aldo Rampazzi e dal segretario Renato Steiger, esprime delusione e sconcerto per quanto capitato. “La partenza – si legge nella risoluzione municipale inviata ai media - era stata programmata da tempo e dovutamente pubblicizzata dal Lungolago e dalla Piazza di Ascona, per l’occasione dovutamente transennata e con la presenza del villaggio del Tour. Inutile dire che diverse migliaia di persone si erano date appuntamento in questo luogo caratteristico ed imprendibile per salutare la carovana”. E ancora: “Per ragioni che nessuno ha saputo, né potuto spiegare, la partenza è invece avvenuta, senza alcuna ragionevole motivazione, dalla rotonda in fondo alla Piazza, escludendo dalla festa la parte più suggestiva e conosciuta di Ascona. Soltanto una decina di corridori hanno deciso di partire dal punto di inizio programmato da tempo, tenendo fede agli impegni presi”. Per il sindaco Rampazzi, “la decisone citata non solo costituisce uno sgarbo nei confronti del Comune e della sua immagine, ma pure e soprattutto per il folto pubblico che legittimamente si aspettava di essere partecipe alla festa. Nemmeno l’organizzazione ha pensato ad una partenza passerella se per davvero, a quanto si è potuto apprendere, la scelta della rotonda sarebbe avvenuta per richiesta esplicita dei corridori. La stessa in effetti avrebbe potuto evitare una partenza affollata optando per un avvio gara suddiviso per squadre”. Infine, si legge ancora, “l’assenza di ogni minimo senso di considerazione e sensibilità dimostrata nei confronti del folto pubblico e delle autorità presenti non può che essere stigmatizzata. In effetti, pur trattandosi di un evento sportivo, le implicazioni sociali-comunitarie e turistico-finanziarie della manifestazione sono troppo importanti per essere completamente dimenticate o banalizzate. Ne va dell’immagine di Ascona e del Tour de Suisse. Ci auguriamo che queste nostre doverose osservazioni concorrano ad evitare ulteriori simili spiacevoli ed ingiustificate situazioni”.
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