
Lotta alle rapine e alla violenza a margine di eventi sportivi hanno contraddistinto l’attività 2013 dei Commissariati della Polizia cantonale. Le 80 infrazioni per rapina registrate rappresentano una diminuzione del 10% rispetto al 2012. In quest’ambito, a dimostrazione dell’importante impegno nel contrastare il fenomeno, si evidenziano gli sventati colpi all’Ufficio postale di Melano e al Centro di smistamento postale di Pazzallo. Pure da sottolineare l’inchiesta relativa all’attacco a due ispettori durante il derby di settembre 2013 svoltosi a Lugano.
Le 80 rapine registrate rappresentano una diminuzione del 10% rispetto al 2012. Sono calate quelle avvenute sulla pubblica via (-30%), mentre quelle compiute nelle stazioni di servizio sono passate da 6 a 10. L’arma da fuoco è stata impiegata nel 9% delle rapine, l’arma bianca nel 23% dei casi, mentre in oltre la metà la violenza fisica e/o verbale sono state le uniche forme di minaccia. La positiva collaborazione con le forze di polizia italiane e la Polizia federale, anche grazie all’intermediazione del Centro di cooperazione di Polizia e doganale (CCPD) di Chiasso, ha portato all’arresto e/o identificazione di diversi rapinatori e complici.
L’arresto di due pregiudicati e del loro basista ha permesso di sventare una rapina a mano armata pianificata ai danni dell’Ufficio postale di Melano. In una seconda operazione sono invece state arrestate 6 persone, di cui 5 italiani già coinvolti in una rapina commessa a Trento sul finire del 2012. La banda stava per mettere in atto un colpo al Centro di smistamento postale di Pazzallo, dove avevano già compiuto sopralluoghi. In due distinte operazioni avvenute a Stabio sono pure stati arrestati dei malviventi. Nel primo caso si è trattato del fermo di 4 persone poco dopo che due di loro avevano assaltato una stazione di servizio. Nel secondo caso, grazie alla collaborazione della popolazione, sono stati fermati due individui, già noti per analogo reato, che in sella a una moto stavano cercando la stazione di servizio più idonea dove commettere la rapina. Fra gli avvenimenti particolari va citata la rapina commessa presso una gioielleria di Ascona che ha fruttato ai 4 autori un bottino milionario in orologi di lusso. Questo caso è da mettere in relazione con la banda Pink Panther, gruppo composto da ex militari di ex Yugoslavia, Montenegro e Serbia, e attiva in Europa da alcuni anni.
Per ottenere una ponderazione degli atti di violenza si adotta una classificazione semplificata dei reati in casi gravi e di poca entità. La parte attribuita agli atti di violenza grave, passati da 50 a 73, è del 3.7%. Fra questi figurano gli omicidi (13 tentati e uno consumato), le lesioni personali gravi (46) e le violenze carnali (14). Per gli omicidi prevale l’arma bianca (46%) e la violenza fisica (23%). Le lesioni personali gravi conseguono principalmente dall’uso della sola violenza fisica.
Fra gli atti di violenza di poca entità figurano, in ordine di frequenza, le lesioni semplici (675), le vie di fatto (156), l’aggressione (131), la coazione (104) e la rapina (80). Il numero di minacce di violenza, rappresentato dal reato di minaccia, è tornato a salire (660, +6.1%). Dopo la costante diminuzione degli ultimi anni, i reati di violenza sono cresciuti del 5.6%. Gli atti violenti nei confronti degli agenti impegnati nel mantenimento d’’ordine (MO) come pure degli spotter non hanno subito grandi variazioni numeriche, ma preoccupa la loro intensità ed il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di persone, sia tra i tifosi dei club ticinesi sia tra quelli delle squadre ospiti. L’inchiesta per l’aggressione da parte di un gruppo di giovani tifosi dell’HCL nei confronti di due agenti di polizia in borghese è sfociata in due procedimenti ben distinti, di cui il primo con dibattimento processuale.
Nel corso del 2013 sono stati registrati una dozzina di episodi per i quali la Magistratura ha aperto dei procedimenti per assassinio e/o omicidio. Un solo caso, occorso a Brissago nel mese di ottobre, si è concluso con il decesso della vittima, un trentenne il cui corpo è stato rinvenuto nella propria abitazione a seguito di un allarme incendio. L’inchiesta ha portato all’arresto di due persone.
Le inchieste condotte dalla Sezione TESEU nell’ambito del promovimento della prostituzione hanno portato alla luce l’esistenza di una serie di reati in ambito fiscale e finanziario, anche di complessa lettura, per i quali è stata più volte necessaria una stretta collaborazione con gli specialisti del settore. Su questo fronte si segnala che a seguito di diverse operazioni di polizia attuate tra il 2012 e il 2013 sono stati sequestrati beni e denaro per circa 15 milioni di franchi precedentemente sottratti o non versati alle autorità competenti.
I controlli si sono principalmente rivolti ai locali notturni ed al loro personale. Nelle due inchieste condotte, una nel Luganese ed una nel Locarnese, è emersa un’evasione fiscale di incassi in nero nonché l’impiego di personale privo di permesso per stranieri. Dall’inchiesta nel Locarnese è pure stata identificata una vittima rumena di tratta di esseri umani che al termine del procedimento, grazie alla collaborazione con l’Ufficio LAVI di Locarno, l’Antenna MayDay e la Croce Rossa Svizzera, è rimpatriata in Romania.
Nel corso dell’anno sono stati censiti sul territorio cantonale circa 150 appartamenti legati a persone riconducibili alla prostituzione, la maggior parte concentrata nei principali centri urbani. Considerato che nel corso dell’anno alcuni contratti d’affitto vengono disdetti mentre in altri casi gli inquilini vengono sfrattati dalle amministrazioni degli stabili, gli appartamenti attualmente occupati dovrebbero ammontare a 80/100 unità. I saloni di massaggio attivi sono invece 13, cinque nel Luganese e 8 nel Mendrisiotto.
Anche nel corso del 2013 si è ulteriormente confermato l’aumento nel numero di annunci all’esercizio della prostituzione, frutto anche delle operazioni DOMINO. In totale le persone che si sono annunciate presso la polizia sono state 656. Le nazionalità più ricorrenti sono quella rumena (circa il 70%), italiana (11%) e spagnola (9%).
A fianco della polizia, in special modo per i controlli negli appartamenti, determinante si rivela la presenza dei servizi preposti al controllo abitanti e degli Uffici tecnici comunali per combattere l’utilizzo di immobili sprovvisti dell’autorizzazione per esercitare la prostituzione. Come ha evidenziato l’inchiesta Lumino’s, l’appoggio del Dipartimento del Territorio e dell’Ufficio Enti locali per quanto di loro competenza risulta determinante per ristabilire la legalità e fare cessare l’attività in alcuni immobili sprovvisti delle necessarie autorizzazioni di tipo edilizio/amministrativo.
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