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Ascona, dietro ai colpi un'unica mente
Ascona, dietro ai colpi un'unica mente
Ascona, dietro ai colpi un'unica mente
Redazione
9 anni fa
Si apre domani il processo a quattro membri della banda, arrestati la scorsa estate con l'accusa di tentata rapina

Un'organizzazione criminale i cui vertici rimangono nell'ombra, giovani reclutati come braccia armate, orologi di lusso, piani d'azione studiati nei minimi dettagli. Gli ingredienti ci sono tutti per pensare ai grandi polizieschi del cinema. Eppure di finzione, qui, non c'è proprio nulla. La storia, fin troppo reale, si è ripetuta più volte ad Ascona, e non solo. Una trama il cui ultimo capitolo, riferiscono i colleghi di Radio 3i, approderà domani di fronte alle Criminali di Locarno.

I suoi protagonisti, questa volta, sono quattro cittadini serbi, arrestati la scorsa estate e accusati di tentata rapina e atti preparatori punibili. Tutti ammettono i fatti che vengono loro imputati. E proprio grazie alle loro testimonianze sono emersi particolari importanti per capire il funzionamento della struttura piramidale che si cela dietro molte delle rapine commesse negli ultimi anni ai danni di gioiellerie, in Svizzera e all'estero. Anzitutto: la mente di molti di esse sarebbe sempre la medesima. Un'organizzazione attiva a livello internazionale, i cui vertici restano sconosciuti agli inquirenti, interessati a un bene di lusso ben preciso: gli orologi Pateck Philippe.

E non è finita qui: se il modus operandi è rimasto sempre lo stesso, negli anni sono cambiati i passaporti dei membri delle bande mandate sul campo. Reclutati dapprima in Lituania, di recente sono stati sostituiti da giovani serbi. Quattro di loro, dunque, saranno giudicati domani. Rischiano fino a 5 anni di carcere.

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