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Ticino
"Arrocchino", anche Quadranti interpella il Governo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
un anno fa
Il granconsigliere PLR pone una serie di domande all'Esecutivo circa il futuro funzionamento dei Dipartimenti del territorio e delle istituzioni, alla luce del parziale scambio di competenze tra i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali.

L'”arrocchino” fra i consiglieri di Stato leghisti Norman Gobbi e Claudio Zali, annunciato dal Consiglio di Stato mercoledì sera dopo la sua seduta extra-muros a Bedretto, non smette di far discutere. Ultimo – in ordine di tempo – a chinarsi sulla questione il deputato PLR Matteo Quadranti, autore di un'interpellanza in cui si focalizza sul comunicato diramato dall’Esecutivo per comunicare la decisione presa all’unanimità. Quadranti chiede quindi al Governo quali sono state più compiutamente le valutazioni a favore, rispettivamente a sfavore di un arrocco e sulla base di quali considerazioni sono state scartate ambo le ipotesi. Non solo: domanda quali sono state le “condizioni” mancanti per andare nell’una o nell’altre direzione e quali sono stati più nello specifico i “vari aspetti” su cui l’Esecutivo si è chinato e che lo hanno portato ad adottare invece le decisioni sopraindicate.

La guida della polizia

A livello di decisione e comunicazione, il granconsigliere Plr chiede al Consiglio di Stato di “spiegare meglio come si è arrivati a decidere l’affidamento della Magistratura a Zali, mentre la Polizia sarebbe stata ceduta da Gobbi”. In questa seconda scelta il Governo “ha accettato la volontà di Gobbi o è l’Esecutivo ad avergli chiesto di lasciare anche quella competenza?” Quadranti ricorda altresì che alcuni mesi orsono il direttore del DI si è trovato implicato in una vicenda per cui era stato sentito anche dal Ministero pubblico. Lui “si era autosospeso dalla conduzione politica della Polizia salvo poi riprendersela. Allora come ora resta aperto un processo verso due poliziotti a cui si imputa di averlo favorito”. Il Governo “dica quali sono gli elementi nuovi, concreti e recenti che giustifichino una nuova ‘rinuncia’ alla conduzione politica della Polizia da parte del medesimo ‘ministro’". E ancora: "È vero che in occasione di quell’incidente della circolazione vennero cambiate le procedure e prassi in ambito di controlli etilici? Quali sono stati gli approfondimenti giuridici circa la legalità di questa operazione? L’avverbio 'temporaneamente' che accompagna ogni riassetto deciso, ha avuto un ruolo fondamentale per rendere l’operazione giuridicamente praticabile? Il Consiglio di Stato è disposto a rendere pubblici gli approfondimenti giuridici fatti?"

Di seguito le altre domande poste all'Esecutivo:

La Legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti prevede che il Governo fissa il numero dei Dipartimenti e può riunirli o variarli mediante decreto esecutivo da pubblicarsi sul Bollettino delle leggi e sul Foglio ufficiale. Questo Decreto è stato previsto e verrà pubblicato? In caso non si ritenesse necessario, su quale valutazione giuridica si è ritenuto che quanto deciso non costituisca “una variazione”? Il cambio di direzione politica di parti di dipartimenti (segnatamente divisioni) non è considerata una variazione ai sensi della citata legge?
Il Governo ha anche deciso se deve modificare il suo Regolamento per disciplinare eventuali subdeleghe, nella misura in cui alcune decisioni adottate dal “nuovo” responsabile politico della Magistratura o da suoi subordinati fossero oggetto di reclamo? Chi sarebbe a deciderli: il responsabile politico nuovo per delega, il capodipartimento che resterebbe immutato o sempre e comunque il Consiglio di Stato in corpore? Lo stesso vale nell’ipotesi di decisioni soggette a reclamo della Divisione costruzioni affidata a Gobbi: sarebbero decise da Zali. rimasto direttore del DT, o dal Governo?
Il regolamento concernente il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato prevede che i ricorsi in materia di piani regolatori e piani particolareggiati sono decisi non dal Servizio ma dal Dipartimento del territorio. Ipotizzando ora che un progetto dell’Area delle opere strategiche– subordinata alla Divisione delle costruzioni – presentasse un problema legato alla pianificazione territoriale, un eventuale ricorso contro una decisione di detta divisione diretta politicamente da Gobbi dovrebbe essere decisa dal Dipartimento del territorio diretto da Zali? In caso affermativo, si intravvedono problemi e se no, sulla base di quali considerazioni?

Le ultime richieste

Il Governo prevede da qui al 1° settembre 2025 di dover disciplinare diversamente diritti di firma dei capi dipartimenti e dei nuovi e diversi responsabili politici delle divisioni arroccate? Il Governo è certo che questa nuova riorganizzazione parziale di parti di Dipartimenti con responsabilità politiche ‘splittate’ rientri nei criteri di adeguatezza, efficienza e razionalità come previsto dal suo Regolamento? In caso affermativo, sulla base di quali riflessioni e ponderazioni?
Il presidente attuale del Governo, Norman Gobbi, a cui è stato assegnato, in compensazione dei compiti lasciati, il progetto di semplificazione delle procedure nei rapporti con i cittadini, le aziende e i Comuni, ritiene che l’arrocco light vada nel senso di tale semplificazione delle procedure?
Chi è attualmente il supplente di Zali per il DT e di Gobbi per il DI? Come si prevede di gestire le supplenze nei casi in cui si dovesse supplire l’uno o l’altro consigliere nella conduzione politica delle Divisioni “arroccate”? Le stesse ritornerebbero a chi le ha “cedute” o passerebbero ad altro consigliere di Stato? L’assegnazione politica arroccata e temporanea di sole Divisioni – ma comunque importanti e strategiche – non è un modo per eludere la norma regolamentare di cui sopra secondo cui un membro del Governo dirige un Dipartimento e le assegnazioni vengono fatte o solo ad inizio legislatura o solo in seguito ad un’eventuale elezione complementare?
Il regolamento prevede che il direttore di ogni Dipartimento fissi periodicamente compiti e obiettivi delle divisioni, le coordini e ne verifichi l’attuazione. Sempre il medesimo direttore deve verificare l’osservanza del preventivo delle divisioni subordinate. Nella misura in cui il Governo ha comunicato che il riassetto non modifichi l’organizzazione dei dipartimenti si deve intendere che Gobbi continuerà a dover supervisionare, assegnare compiti alla Divisione della Giustizia affidata a Zali? E viceversa, Zali verificherà ad esempio il rispetto del preventivo anche per la Divisione Costruzioni, anche se di competenza politica di Gobbi?
Il Consiglio di Stato e ogni singolo Direttore di Dipartimento è chiamato a definirne i criteri da seguire per l’emanazione delle decisioni delegate e ne assicura il rispetto. L’Ispettorato delle finanze e la Sezione cassa e contabilità vigilano, nell’ambito delle rispettive funzioni, all’osservanza delle competenze delegate. Il Governo ha previsto la modifica di tale regolamento e in caso affermativo come? L’ispettorato delle finanze e la Sezione cassa e contabilità, chiamate a vigilare sulle deleghe, sono stati interpellati nella modifica di tali deleghe? Se non sono ritenute necessarie modifiche, sulla base di quali valutazioni?