
Sta giungendo al termine la costruzione del nuovo, imponente campus di Viganello, che a breve accoglierà le facoltà di scienze informatiche (con l’istituto annesso di scienze computazionali, ICS) e di scienze biomediche dell’USI, una parte del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI e l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA) della SUPSI, che attualmente si trovano a Manno. La costruzione è stata definita nel progetto Zenobia, vincitore del concorso di progettazione internazionale indetto tra ottobre 2010 e luglio 2011 da USI e SUPSI, ed è caratterizzata da quattro cosiddette “torri”, configurate in una tipologia a corte interna e da tetti piani.
“Accantonando considerazioni estetiche e paesaggistiche sulla struttura grigia e pesante, non si può fare a meno di notare come le ampie ed esposte superfici create dai tetti piani più elevati sembrino luoghi ideali per l’installazione di pannelli fotovoltaici per produrre elettricità in modo rinnovabile, da sfruttare direttamente in loco oppure da immettere in rete”, spiegano i Verdi del Ticino in un’interrogazione indirizzata al Consiglio di Stato. “Ciò sembrerebbe ancora più logico considerando lo spirito espresso dalle due istituzioni universitarie nel bando del concorso di progettazione”, aggiungono.
Il problema, secondo il partito, è che a progetto quasi ultimato “non sembra esserci nessuna traccia di impianti fotovoltaici sui tetti della costruzione, né di accorgimenti costruttivi per predisporne l’istallazione futura”.
Domande al Consiglio di Stato
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