
Un'aliquota al 5% da applicare sulle attività «finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 ottobre 2009 e fino al 15 aprile 2010»: è quanto prevede il nuovo scudo fiscale messo a punto dal governo italiano e presentato tramite un emendamento al decreto legge anti-crisi all'esame della Camera. Nel testo non si fa riferimento esplicito all'aliquota del 5% ma si riporta la formula di tassazione: «L'imposta si applica su un rendimento lordo presunto - si legge - in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per cento per anno comprensiva di interessi e sanzioni». Claudio Generali: 'Se ci saranno conseguenze? È prematuro dirlo'"Era previsto - osserva Claudio Generali, presidente dell'Associazione bancaria ticinese ai microfoni di Radio3iii -, era dato per scontato che un’amnistia avrebbe avuto luogo. La finestra per regolarizzarsi dovrebbe durare dal 15 ottobre al 15 aprile, quindi c’è tempo per valutare molto bene le cose. L’aspetto importante per la piazza ticinese è sapere quando saranno noti i criteri per i quali, negli accordi di doppia imposizione, si darà seguito a richieste d’informazioni dall’estero. Se fossero criteri ristrettivi nei confronti tra Paesi europei, non sono esageratamente preoccupato". "Se ci saranno conseguenze? È prematuro dirlo - termina Generali -. Bisogna prima capire bene cosa contempla lo scudo". ATS/red.
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