
Una garanzia bancaria di 20'000 franchi per poter lavorare in Ticino, quale cauzione in caso di mancato pagamento di oneri sociali e multe. È quanto ha deciso di introdurre l'associazione di categoria dei giardinieri, Jardin Suisse, durante la sua ultima assemblea.
Una misura, di cui riferisce oggi il Corriere del Ticino, volta a contrastare sia il crescente afflusso di giardinieri italiani nel nostro Cantone, con un aumento di padroncini stimato nell'ordine del 30%, sia il fenomeno di coloro che si improvvisano giardinieri pur non avendone le capacità.
"Spero che la misura possa essere accettata al più presto dalla SECO ed essere applicata già da metà 2014" ha dichiarato il presidente della sezione ticinese dell'associazione, Mauro Poli. "La sezione di Basilea ha già attuato il provvedimento, accorgendosi dei "danni" causati dai giardinieri tedeschi o francesi impiegati nel cantone. Ora anche Ginevra e Vaud sembrano intenzionati ad andare nella medesima direzione. Bisognava fare qualcosa. Speriamo che questa cauzione freni un po' l'arrivo da noi di giardinieri frontalieri."
Non tutti i giardinieri ticinesi, però, accolgono con favore l'introduzione di questa cauzione da 20'000 franchi. Visto che toccherebbe anche a loro pagarla, e non solo ai padroncini, alcuni giardinieri hanno espresso malumori in merito.
Jardin Suisse si sta muovendo comunque anche su un altro fronte, sempre per frenare l'avanzata italiana. Si sta infatti studiando l'introduzione di un albo di categoria, sulla falsariga di quello per le imprese, in modo da aiutare la clientela a rivolgersi unicamente a persone esperte e di fiducia. "Ne avevo parlato col compianto consigliere di Stato Michele Barra, il quale mi sembrava ben disposto" ha detto Poli. "Ora vedrò di riattivare il progetto."
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