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Ticino
Arresti a Lugano: scattano le interrogazioni
Redazione
13 anni fa
Dopo i socialisti, insorgono il partito comunista e tre consiglieri comunali, che pongono una serie di domande per capire se si tratta di un caso isolato

A poche ore dall'arresto dei due funzionari del Dicastero servizi urbani della città di Lugano, una vicenda ancora tutta da chiarire, scattano le prime interpellanze da parte degli attori politici. Dopo l'interrogazione da parte del PS, anche tre consiglieri comunali e il partito comunista inoltrano due interpellanze distinte all'attenzione del Municipio.

Il primo atto parlamentare, firmato da Tiziano Galeazzi (UDC), Gianmaria Bianchetti (Lega) e Stefano Gilardi (Lega), chiede di fare lumi sulla situazione venutasi a creare in seno al Comune, che fa "dubitare in merito all'esistenza di controlli efficaci e competenze amministrative" scrivono i tre consiglieri comunali. Pertanto chiedono al Municipio che tipo di controlli interni vengono effettuati sui Dicastersi e di quali strumenti dispone per evitare questo genere di problematiche. In particolare si chiede inoltre se la capo Dicastero coinvolta, ossia Cristina Zanini Barzaghi, "ha mai avuto sentore di qualche problema all'interno del proprio Dicastero" e se il Municipio è a conoscenza di rischi simili in altri Dicasteri.

Sulla stessa scia anche il partito comunista che apprende "con amarezza, ma senza eccessivo stupore" delle accuse di corruzione passiva e infedeltà nella gestione pubblica ai danni di due funzionari coinvolti nella concessione di mandati pubblici. "Sebbene l’importo delle malversazioni ammonti a "solo" 30mila franchi", scrive il responsabile della sezione Luganese del partito e consigliere comunale Edoardo Cappelletti, "siamo convinti che questo genere di condotta sia sintomatico di una mancata trasparenza nell’applicazione della legge sulle commesse pubbliche. Nel merito", precisa Cappelletti, "il Partito Comunista ha infatti già presentato un’interrogazione intesa a fare luce su alcune presunte violazioni, le quali sono state però smentite dal Municipio". Visti gli odierni avvicendamenti, il Partito Comunista richiede di nuovo che venga fatta luce e siano presi provvedimenti non solo sul caso odierno, ma anche sulle modalità di concessione dei mandati pubblici a Lugano. "I quali" sottolinea ancora Cappelletti, "come chiaramente emerso, non sempre vengono concessi in ossequio alla legge".

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