
Il Tribunale federale ha confermato la revoca del permesso di domicilio a un cittadino italiano, decisa nel novembre 2015 dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino, per motivi di ordine pubblico.
Come si legge nella sentenza pubblicata oggi (2C_732/2017), il cittadino italiano era stato arrestato in Italia nel marzo 2015 e nel luglio successivo era stato posto ai domiciliari.
Le autorità ticinesi decisero quindi di revocargli il permesso di domicilio, "dopo aver constatato che era rimasto all'estero per oltre sei mesi per ragioni che non erano da ricondurre all'assolvimento di obblighi militari e senza richiedere il mantenimento del permesso di cui disponeva".
Una decisione confermata, su ricorso, nel luglio 2016 dal Consiglio di Stato e nel giugno 2017 dal Tribunale cantonale amministrativo.
Nell'agosto 2017 il cittadino italiano ha quindi inoltrato un ricorso al Tribunale federale, sostenendo che la Corte cantonale aveva "violato la libera circolazione delle persone" e chiedendo quindi l'annullamento della revoca del permesso.
Ma anche i giudici di Losanna hanno ribadito che "l'assolvimento degli obblighi militari costituisce l'unico motivo che non fa decadere un permesso di soggiorno".
Il Tribunale federale ha quindi respinto il ricorso dell'uomo, ponendo a suo carico le spese giudiziarie di 2'000 franchi.
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