
È finito in manette a cinque anni dai fatti il transessuale che nell'estate 2012 addormentò con un sonnifero e poi derubò l'esercente e fondatore del Partito dell'umbrela Raffaele Delcò, da tutti conosciuto come "Lele", nel suo grotto di Carasso.
Lo anticipa il Corriere del Ticino, aggiungendo che il 61enne, fermato in giugno, è comparso stamattina in aula di fronte alle Assise criminali, ma la giudice Rosa Item ha rinviato al Ministero l'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli. Il transessuale sarà quindi processato in un secondo tempo.
Come forse ricorderete, il transessuale era entrato attorno a mezzanotte nel grotto del "Lele" dicendo di essere una ragazza che cercava lavoro. Aveva bevuto qualcosa insieme al "re dei grotti", il quale si addormentò subito a causa del sonnifero e venne ritrovato solo il mattino seguente nel grotto messo a soqquadro e ripulito dai contanti.
Nei giorni seguenti anche il "re dei night" Giuseppe Francetti rimase vittima dello stesso transessuale, che lo sedò e lo derubò al Bar Amadeus di Bellinzona (vedi articoli suggeriti).
L'autore dei furti si era dato alla macchia, così come due presunti complici tuttora latitanti. Ma dopo cinque anni il transessuale è finalmente finito in manette. Nei suoi confronti la procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva proposto una pena di 36 mesi di carcere, ma la giudice l'ha ritenuta eccessiva in considerazione dei problemi di salute dell'imputato e ha rinviato l'atto d'accusa al Ministero.
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