
Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura internazionale per essere ritenuto la mente di una maxi frode fiscale, che aveva coinvolto anche la Svizzera nelle indagini, di 70 milioni di euro scoperta a maggio. Ma il 50enne napoletano, dopo essere stato intercettato a Vaduz e in seguito arrestato, è riuscito a tornare in libertà dopo neanche 48 ore di prigione. Questo perché nel principato del Lichtenstein la frode fiscale non è considerata un reato e quindi non è prevista la possibilità di estradare una persona.
L'assurda vicenda, riportata dal Corriere di Como, riguarda l'amministratore della Plastic Group con sede a Lugano. Latitante da un paio d'anni e residente a Cama nei Grigioni, il 50enne è finito nel mirino degli inquirenti dopo che è stata scoperta una frode messa in atto da 14 imprese attive nel commercio all'ingrosso di materiale plastico. Di cui il 50enne si crede appunto essere la mente principale.
L'indagine, estesa anche in Svizzera, ha portato all'arresto di 8 persone, mentre altre 23 rimangono indagate. Del 50enne non si aveva nessuna traccia, finché è stato intercettato pochi giorni fa a Vaduz. Neanche il tempo impiegato dal giudice per interrogarlo, che l'uomo era già stato scarcerato. Una beffa per la Procura di Como, che contava sul napoletano per chiudere il caso della maxi frode.
Nei confronti dell'uomo ci sono inoltre almeno altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere della magistratura campana per contrabbando e per fatti pressoché simili a quelli di Como.
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