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Ticino
Arrestata in Ticino l'assassina del Gratta e vinci
Redazione
13 anni fa
Si trova alla Farera, la 52enne italiana che nel 2009 uccise con il suo compagno un amico che aveva appena vinto 500'000 euro alla lotteria istantanea

Passerà il Natale al carcere della Farera, la 52enne italiana che nel 2009, insieme al suo compagno di allora, uccise un amico che aveva appena vinto 500'000 euro alla lotteria istantanea. La corresponsabile di quello che i media italiani hanno definito il "delitto del Gratta e vinci" è stata infatti fermata e incarcerata nelle scorse settimane in Ticino, in attesa di estradizione in Italia.

Lo riporta La Regione, ricordando i retroscena della vicenda. Per quel delitto del 2009, eseguito a causa dei pesanti debiti che incombevano sulla coppia, la donna era stata condannata in prima istanza a 10 anni di carcere. Poco dopo era stata però scarcerata, a causa di motivi di salute, e nel 2011 si era trasferita in Svizzera, nei Grigioni. In seguito la donna si era spostata in Ticino, per farsi curare.

Nel marzo 2012 la Corte d'Assise d'Appello di Torino aveva inasprito la pena nei confronti della 52enne italiana, condannandola a 17 anni e 6 mesi di carcere, dei quali 15 anni, 7 mesi e 20 giorni ancora da scontare, per omicidio intenzionale e possesso illegale di arma da fuoco.

Nel novembre 2013 l'Italia ha infine sollecitato l'arresto a fini estradizionali della condannata, che viene così fermata e incarcerata nel nostro Cantone, dove risiede. La donna ha però inoltrato ricorso, adducendo i soliti motivi di salute. L'11 dicembre scorso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha però respinto il suo ricorso, a causa di "un reale pericolo di fuga". Se le condizioni di salute della donna dovessero peggiorare, sostiene la Corte del Tpf, si potrebbe trasferirla in una cella d'ospedale o in un carcere femminile.

La donna, che nel frattempo ha allacciato una relazione con un ticinese, non intende ricorrere al Tribunale federale contro la decisione. "Il Tribunale penale federale ha lasciato aperta la possibilità di rivedere il provvedimento adottato a dipendenza dello stato di salute della mia assistita" ha spiegato il suo legale, l'avvocato Gianluca Molina.

Diverso il discorso per quanto riguarda l'estradizione, contro cui la donna intende opporsi. "Faremo opposizione" ha aggiunto il suo legale, "e a seconda dell'esito della procedura ci riserviamo di ricorrere al Tpf."

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