
Un mandato di cattura internazionale nei confronti di Vladimir Putin? “È fattibile”. A sostenerlo è niente meno che l’ex procuratrice capo del Tribunale penale internazionale dell’Aia, Carla Del Ponte. Secondo la magistrata, esistono le premesse per un’azione di questo tipo.
Similitudini con l’ex Iugoslavia
La ticinese, che ha passato parte della sua carriera a indagare sui crimini di guerra compiuti nell’ex Iugoslavia e nel Ruanda, ha riconosciuto, in un’intervista al settimanale La Domenica, di vedere delle analogie fra l’attuale situazione in Ucraina e quella della fine del secolo scorso nei Balcani. “Milosevic si è sempre difeso dicendo che combatteva i terroristi e che il suo attacco agli albanesi del Kosovo era dunque legittimo. Un po’ quello che oggi dice Putin quando parla di “denazificazione” per cercare una legittimità assolutamente illegittima”.
Procedure da seguire scrupolosamente
“È peggio che nella ex Jugoslavia”, ha affermato Carla Del Ponte. “Quando ho visto le prime fosse comuni, forse per una deformazione professionale, ho cercato di capire se le vittime che stanno seppellendo siano state identificate. Altrimenti bisognerà disseppellirle per dar loro un nome. Se non è stato fatto sarebbe un grave errore perché bisogna provare che si tratta di civili”.
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