
L'Associazione via Nassa ha presentato un progetto per la valorizzazione di quella che è ritenuta essere la strada più esclusiva di Lugano. L'idea di fondo è quella di offrire un impatto visivo più gradevole e, per fare questo, si intende allestire un arredo verde. I commercianti della via sono i promotori dell'idea e si dicono certi della bontà del progetto. Di tutt'altro avviso l'architetto Paolo Fumagalli, il quale ritiene il tutto una banalizzazione della bellezza e della storicità di un pezzo pregiato della città sul Ceresio (vedi suggeriti).
Abbiamo chiesto un'opinione a due persone che Lugano la vivono in modo attivo, i membri del Consiglio comunale Tiziano Galeazzi (UDC) e Melitta Jalkanen (Verdi).
Signor Galeazzi, l'idea dell'Associazione via Nassa la convince?
"Sicuramente un abbellimento momentaneo può dare nuovo lustro alla via, ma mi fermerei lì dato che non conosco il progetto. Il problema è quando si decide di avventurarsi in progetti come quello dell'arredo urbano, costato al contribuente 200'000 franchi, anche se, in quel caso, il progetto era del Comune e non dei privati come si vuole fare in via Nassa. Intendiamoci un attimo: quello che non va non è legato alla mancanza d'immagine, ma alla scarsa flessibilità delle aperture durante i festivi. A suo tempo ripresi una un'idea riguardante la questione se si potesse attribuire lo statuto di città turistica a Lugano e mi venne detto che non vi erano i presupposti. Vedere la gente che viene in città e si trova impossibilitata a godere di una vita sociale e culturale attiva mi sembra grave e l'esempio che porto è legato allo scorso giorno di Pasqua, nel corso del quale sembrerebbe che il LAC non avesse nulla in programma che potesse far rimanere i turisti in città. L'idea del verde va sicuramente apprezzata ma mancano i clienti per rilanciare il comparto commerciale di via Nassa."
Secondo l'architetto Fumagalli, questa non è altro che una trovata che banalizza un patrimonio culturale.
"Ho letto la critica dell'architetto Fumagalli questa mattina, essendo un malcantonese non posso esprimermi in merito alla sua opinione (ride ndr).
Il Comune, nel caso, si assumerà parte dei costi?
"Ottima domanda e la mia risposta è che non ne ho idea in quanto che si sta parlando ancora di un progetto. Magari qualcosa da pagare arriverà in Consiglio comunale e a quel punto si valuterà."
Come si potrebbe migliorare la gradevolezza di Lugano?
"La storicità, come diceva l'architetto Fumagalli, deve essere tenuta in grande considerazione ma ben vengano le nuove idee. Le vie alberate sono belle ma, ripeto, va tenuto presente il contesto legato alle tradizioni. Per concludere vorrei dire che, quando si intende ricercare delle soluzioni per rilanciare il commercio, non si può essere ostaggio dei sindacati che impongono una staticità alle aperture."
Meno critica, ma comunque scettica, è invece Melitta Jalkanen.
Signora Jalkanen, una via Nassa più verde è auspicabile?
"L'architetto Fumagalli si è occupato di procedere a uno studio di fattibilità sulla riunificazione delle piazze e, per fare questo, intendeva levare ogni albero. Forse questo fatto è da ricercare in un suo disturbo nei confronti del verde e degli arbusti. Io sono finlandese e nella mia terra si dice sovente che "per un cieco vederci un po' è già qualcosa". Un'aggiunta di verde porterà una boccata d'aria fresca, nel vero senso della parola. Ammetto che la misura è alquanto kitsch, in fondo parliamo di un cerotto che potrebbe arginare una degradata condizione dell'aria cittadina. Come cittadina non propriamente specializzata mi esprimo a favore della proposta in quanto non arrecherà certo problemi. Se l’Associazione via Nassa la vuole fare, come si suol dire, a caval donato non si guarda in bocca."
Si è parlato di un patrimonio storico che non andrebbe banalizzato ma valorizzato.
"Stiamo parlando di una stradina risalente al Medioevo, i cui commerci principali erano delle pescherie e non certo delle blasonate boutique. L'esclusività è arrivata a seguito dei tempi che cambiano e, per la stessa ragione, ritengo che si debba mantener fede alla storia, con un occhio di riguardo vall'evolversi delle dinamiche. Una valorizzazione è sensato ritenerla più simile alla posa di vasi di gerani che non a delle automobili. Se non si vuole che la via Nassa rimanga un ghetto per ricchi, sarebbe sensato proporre delle misure che tendano ad avvicinare chi è, ad esempio, di Molino Nuovo."
Questa idea sarà presente alla voce costi del conto economico della città?
"Non penso che i commercianti avranno la faccia tosta di chiedere denaro al Comune. La via Nassa viene, da anni, gestita come il salotto dei negozianti stessi e questo va bene e, in tal senso, non vedo la ragione per la quale a pagare debbano essere contribuenti, i quali non frequentano la zona. Per attirare noi Luganesi "normali" non basta un po' di verde, occorre abbassare gli affitti."
Loris D'Agostin
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