
Costra SA, ditta di pavimentazione fondata nel 1948 salita alla ribalta della cronaca ticinese negli ultimi anni per il coinvolgimento nella vicenda di Asfaltopoli, chiude i battenti. I 58 operai della sede di Barbengo si ritroveranno dunque senza lavoro. La ditta è stata per anni una delle ditte principali in Ticino nel settore della costruzione e delle pavimentazioni stradali. Negli anni sessanta, in particolare grazie ai grandi cantieri autostradali, ha potuto crescere e consolidarsi, ampliando l’attività al settore delle isolazioni, delle impermeabilizzazioni, dell’asfalto fuso e – in tempi più recenti – dei giunti di transizione elastici. Ma i bei tempi sono finiti.
"La situazione di mercato ed i margini di redditività del tutto insufficienti, oltre ad una riserva di lavoro fortemente diminuita rispetto al passato - comunica oggi il proprietario della Costra, Thomas Arn - hanno ridotto al minimo le prospettive di una continuazione dell’attività. Per questi motivi e fintanto che è ancora in grado di far fronte ai suoi impegni, Costra ha deciso di cessare l’attività operativa". "Il personale attualmente impiegato - aggiunge Arn - é stato informato; direzione e consiglio d’amministrazione si sono immediatamente attivati per trovare loro, in collaborazione con i sindacati, una nuova occupazione presso altre imprese del ramo".
"La chiusura dell’azienda - assicura Arn - avverrà in modo tale da non creare ripercussioni né sui lavori in corso, che verranno portati a termine, né per i fornitori".La reazione di Thomas Arn"Il caso Asfaltopoli c'entra ma in modo indiretto - ci dice Thomas Arn-. È un episodio fra i tanti. Insomma, non è l'unico fattore che ci ha portati alla chiusura. L'atteggiamento delle autorità di promuovere delle cause civile contro queste imprese, per esempio, impedisce qualsiasi ristrutturazione o fusione. Soluzione che sarebbe caldeggiata perfino dalle autorità stesse. Per uscire da questa impasse non possiamo far altro che chiudere".
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