
Lo scorso 19 aprile a Cantù due cittadini italiani erano stati trovati in possesso di un fucile d'assalto svizzero sig 550 con 19 cartucce che era stato rubato in Svizzera diversi anni fa. Questo ritrovamento non è che l'ultimo di una lunga serie di pistole e i fucili di provenienza elvetica trovati dagli agenti delle polizie europee. Segno, come aveva detto tempo fa al Caffè Mario Venditti, procuratore della Direzione nazionale antimafia di Milano, "che in Svizzera, è la mia impressione, è molto semplice ottenere un’arma".
Per questo motivo, il prossimo 19 maggio si andrà a votare sulla nuova direttiva UE sulle armi. In ballo, spiega il Caffè nella sua edizione odierna, c’è un mercato milionario: solo nel 2017 in Svizzera sono state acquistate e denunciate 73mila armi, con un ritmo, in media, di circa 200 al giorno. In Ticino sono registrate 63'229 armi. In pratica c’è un’arma ogni sei abitanti. Due anni fa erano stati rilasciati dalle autorità di polizia 1.383 permessi. L’anno scorso sono stati 1.723, quasi cinque al giorno.
A livello nazionale si contano circa due milioni e mezzo tra fucili e pistole. Migliaia sarebbero invece quelle non registrate.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè
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