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Armi, in due anni rifiutati 38 permessi
Armi, in due anni rifiutati 38 permessi
Armi, in due anni rifiutati 38 permessi
Redazione
7 anni fa
Nel 2017 ne sono stati rilasciati 1'723, l'anno successivo 1'319. Il Governo: "La legge attuale va bene"

Nel 2017 e nel 2018 sono stati rifiutati complessivamente 38 permessi di acquisto di armi. È quanto si evince dalla risposta del Governo all’interrogazione del 15 maggio scorso dei deputati PS Carlo Lepori, Gina La Mantia, Daniela Pugno Ghirlanda, Raoul Ghisletta, Ivo Durisch e Tatiana Lurati (vedi articolo suggerito).

Dalla risposta governativa emerge inoltre che nel 2012 sono stati rilasciati 1'043 permessi d’acquisto e 27 autorizzazioni eccezionali. Nel 2017 ne sono stati rilasciati 1'723 (oltre a 22 autorizazioni eccezionali) e l'anno successivo 1'319 e, rispettivamente, 17.

Passando alle decisioni negative, nel 2012 sono state rifiutate 5 richieste, mentre nel 2017 e nel 2018 il numero di rifiuti ammonta a 21 e, rispettivamente, 17. Tuttavia, i singoli motivi che hanno portato ai rifiuti sopra menzionati non possono essere indicati per una questione di protezione dei dati.

Il Governo ha spiegato che non è possibile precisare il numero di persone che, al momento dell’acquisto, ha citato scopi che non siano lo sport, la caccia o il collezionismo in quanto “sarebbe necessario analizzare manualmente ogni singola istanza (1'723 nel 2017 e 1'300 nel 2018), ciò che risulta manifestamente irragionevole”. Questo a maggior ragione se si considera che, per acquisire un'arma, anche se occorre indicarne il motivo, non è necessario provare un bisogno. “L'indicazione di un motivo d'acquisto non può quindi fungere da pretesto per mettere in dubbio l'acquisto di un'arma di per sé”.

Per quanto riguarda invece le persone domiciliate all'estero, negli ultimi anni non è stata rilasciata alcuna autorizzazione eccezionale per l'acquisto di armi automatiche. Per quanto concerne le armi semiautomatiche “non è invece possibile estrapolare questo dato senza dover analizzare manualmente ogni singola richiesta, ciò che come già detto in precedenza risulta irragionevole”.

In vista della votazione del 19 maggio “il Consiglio di Stato tiene ad evidenziare che l'attuale testo della legge federale prevede già la possibilità per l'autorità di intervenire, anche in misura preventiva, in caso di segnali sospetti sequestrando le armi al cittadino (senza effetto sospensivo della decisione in caso di ricorso)”.

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