
Non dovrà lasciare il Ticino domenica prossima, 15 dicembre, il 17enne Arlind Lokaj, contrariamente a quanto deciso dalla Sezione della popolazione e confermato da Consiglio di Stato e Tribunale amministrativo cantonale.
A causa delle sue precarie condizioni psicologiche il giovane non può attualmente fare ritorno nel suo paese di origine, il Kosovo. "Io già prima ero seguito da uno psicoterapeuta del Servizio psicologico di Locarno, ho parlato con lui e abbiamo inviato una lettera con la quale chiediamo di rinviare l'espulsione a quando starò meglio" ci dice Arlind, spiegando che questa era l'unica possibilità contemplata dalla sentenza nei suoi confronti per poter prolungare la sua permanenza in Svizzera.
L'Ufficio del medico cantonale, dopo aver ricevuto il certificato medico inviato dallo psicologo di Arlind, ha valutato che il giovane non può sostenere il viaggio di rientro in patria, per cui la Sezione della popolazione ha deciso di sospendere il termine di partenza per tre mesi, in attesa di un'ulteriore valutazione medica.
Arlind ci dice di stare male, ma di essere rincuorato dall'enorme solidarietà che sta sentendo attorno a lui. "Vedere che tanti politici si muovono per me fa bene, vuol dire che non sto combattendo una battaglia sbagliata" afferma il 17enne. "Io continuo a sperare di poter continuare la mia vita qui in Ticino."
Sempre oggi, alle 15, verrà consegnata alla Cancelleria cantonale la petizione lanciata nelle scuole per chiedere di concedere un permesso umanitario al giovane Arlind.
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