
La ‘guerra dei bus scolastici’ tra i vertici delle Autolinee Regionali Luganesi (ARL) e il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) prosegue anche via social dopo che questa mattina tre bus delle ARL si sono presentati presso le Scuole Medie di Pregassona, trovando ad attenderli i torpedoni delle due ditte incaricate dal Cantone (vedi articolo suggerito).
“Non mi lascio trascinare nella polemica ma alcune riflessioni sono d'obbligo anche considerato che il Cantone è azionista ARL (per il 41%, ndr) e le singole fermate pure di esclusivo utilizzo ARL - ha scritto in mattinata il deputato PLR Fabio Schnellmann - perché cambiare ciò che funziona? Perché decidere di cambiare a 48 dall'apertura delle scuole? Perché fare i misteriosi su chi ha ricevuto l'appalto? Caro DECS ci devi delle risposte”.
Al deputato liberale hanno replicato sia Henrik Bang (PS) sia i sindacalisti e deputati PPD Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, che hanno ricordato come la decisione fosse già stata comunicata alle ARL lo scorso ottobre. Inoltre, i tre deputati hanno rimarcato che "il Gran Consiglio ha deciso che quando lo Stato dà mandato ad aziende private deve essere garantita la presenza di un contratto collettivo di lavoro”.
Gli strali di Enea Petrini
Già nella giornata di venerdì, invece, il consigliere comunale leghista e membro del CdA delle Autolinee Regionali Luganesi Enea Petrini aveva contestato le spiegazioni in tal senso del DECS: “Pensare di esser governati da gente simile, mette veramente tristezza. Ma per fortuna le bugie hanno le gambe corte. Come i suoi ricatti morali – ha scritto - Ciò che più mi dispiace, come leghista, è che il tutto è frutto della triste sete di vendetta dei due ministri socialisti Manuele Bertoli e Claudio Zali, finora bacchettati dall'Ufficio federale dei trasporti”.
"ARL non ha il Contratto collettivo ma sottostà alle disposizioni dell'Ufficio Federale dei Trasporti che fissano degli stipendi minimi per le aziende di trasporto pubblico, tra l'altro superiori a quelli del CCL - ha poi rincarato il giorno seguente - Non è quindi assolutamente vero che vi sono stipendi da fame o che viene fatto dumping salariale. Ora il Tribunale amministrativo ha concesso l’effetto sospensivo, ma cosa ha fato Bertoli? Ha assegnato l'appalto ad un amico con mandato diretto. Tra l'altro in piena malafede: non avendo la competenza finanziaria per farlo, ha assegnato l'appalto solo fino a dicembre, così da rimanere nei limiti. Ma vogliamo proprio legittimare un comportamento tanto disprezzante dei fondamenti legali del nostro Paese? Non è ora di mandare a casa quell'arrogante ministro che pensa di poter fare tutto, anche se palesemente illegale?”.
"Ieri (venerdì, ndr) il buon Bertoli ha assegnato l'appalto a una ditta con mandato diretto, come se un'azienda di trasporto riesce ad organizzare in due giorni mezzi e uomini necessari. Da qui la conclusione che già sapevamo a chi assegnarlo e lunedì anche voi avrete modo di vedere che è una ditta vicina al PS".
Ciò che in molti si chiedono è come mai le ARL, che rispettano una direttiva federale per i trasporti pubblici che prevede salari più alti rispetto al CCL, non abbiano aderito al CCL stesso. Una risposta, forse, la si può intuire dal serrato battibecco tra il consigliere comunale leghista e Giorgo Fonio: ”Voi come sindacalisti ce l'avete con ARL perché non ha il CCL - scrive Petrini - E lo posso capire. Noi non vogliamo il CCL e quindi i sindacati. Tutto qui. Per quanto concerne Bertoli, ce l'abbiamo con lui perché raggira le decisioni di un tribunale e viola le leggi abusando della sua posizione e questo non può essere negato. Pensa di fare il furbo ma è solo un povero arrogante”.
“Non volete il CCL? Scelta libera. Non prenderete più appalti dal Cantone. Semplice”, ha rimarcato ancora Fonio.
A scrivere la parola ‘fine’ su questa vicenda, a questo punto, dovrà probabilmente pensarci il Tribunale cantonale amministrativo.
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